News

Nautica accessibile, così le persone disabili possono vivere il mare

A Marina di Carrara un workshop per ripensare i luoghi della nautica e le imbarcazioni affinché siano accessibili ad un pubblico più ampio possibile. L’appuntamento, organizzato da Exposanità, passerà in rassegna numerosi esempi di progetti ed esperienze compiute

FIRENZE – “Nautica accessibile: infrastrutture ed imbarcazioni per un’utenza ampliata”. E’ questo il titolo del workshop che si terrà venerdì 31 marzo a Marina di Carrara con l’intento di ripensare i luoghi della nautica e le imbarcazioni affinché siano accessibili ad un pubblico più ampio possibile, per diventare essi stessi inclusivi anche per le persone con disabilità.

L’appuntamento, organizzato da Exposanità, Mostra Internazionale al servizio della Sanità e dell’Assistenza, e Seatec, si terrà a partire dalle 11.15 presso il complesso fieristico di Marina di Carrara e passerà in rassegna numerosi esempi di progetti ed esperienze compiute. Tra gli interventi, quello di Maria Rosaria Motolese, esperta di accessibilità per la fruizione degli spazi abitativi e non, che porrà all’attenzione del pubblico il tema della necessaria accessibilità delle strutture per favorire la fruizione della nautica anche da parte di un’utenza ampliata.

Saranno presentate alcune esperienze italiane significative, che dalla progettazione alla realizzazione dei luoghi della nautica e delle imbarcazioni, hanno recepito e applicato i principi dell’accessibilità per tutti. L’architetto Paolo Ferrari, dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste e progettista di interni per navi da crociera e yacht a vela e motore, fra i maggiori esperti nella progettazione di imbarcazioni accessibili e collaboratore della rivista NauTech, illustrerà invece i principi della progettazione ampliata applicata a imbarcazioni a vela dai 28 ai 77 piedi, ideate per abbattere le barriere architettoniche.

L’intento del workshop è quello di sensibilizzare le pubbliche amministrazioni, e tutti coloro che si occupano della progettazione di spazi pubblici, sulle possibilità che derivano dall’adottare un atteggiamento inclusivo nei confronti di coloro che hanno limitazioni fisiche: i disabili, ma anche gli anziani, le donne in dolce attesa e tutti coloro che subiscono limitazioni temporanee delle capacità deambulatorie.

fonte: redattoresociale.it

(s.c./iab)

Post precedente

Giambattista e le gambe di un robot «In piedi dopo l’incidente»

Prossimo post

Siamo autistici, mica fessi!

The Author

Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?