Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Un viaggio per l’Italia, da Palermo a Roma, per diffondere la filosofia dello sport praticato da persone normodotate e persone con disabilità insieme: è questo l’obiettivo della “Carovana dello sport integrato”, che nel weekend porterà a Torino 4 equipaggi per un totale di 18 atleti seguiti da accompagnatori, arbitri, formatori ed educatori. Il progetto, ideato da CSEN e finanziato dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali, sta attraversando tutte le regioni (le tappe saranno, infatti, 20 in totale) per far conoscere, in modo particolare, il football integrato.La tappa di Torino sarà strutturata in tre appuntamenti: sabato 13 dalle 16 alle 18, presso la Sala del Consiglio della Circoscrizione 4 (Via Servais 5) è in programma l’evento di presentazione  con la presenza degli assessori regionali al lavoro Gianna Pentenero e allo sport Giovanni Maria Ferraris, del presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato e del responsabile nazionale CSEN, del presidente della Commissione Bilancio della Città di Torino Marco Chessa e del responsabile nazionale dell’ufficio progetti CSEN, mentre domenica 14 andrà in scena la partita dimostrativa vera e propria accompagnata dagli stand delle associazioni e intervallata da un’esibizione di danza in carrozzina (centro Cartiera di Via Fossano 8 dalle 14.30 alle 18.30). Lunedì 14 (Sala Conferenze CONI Piemonte di Via Giordano Bruno 191 dalle 8.30 alle 13.30), infine, si svolgerà un corso di formazione per tecnici di sport integrato aperto a professionisti dell’educazione e del sociale come psicologi, educatori, assistenti sociali, insegnanti…

Soddisfatto il coordinatore regionale della “Carovana” Gianluca Carongiu: “Occuparmi di questo progetto  – dichiara – mi ha dato la possibilità di rendermi davvero utile per gli altri, si tratta di un’esperienza che mi porterò dietro per tutta la vita e che spero possa trasmettere qualcosa a tutti coloro che parteciperanno. Il football integrato, proprio grazie alla possibilità di includere persone di età, genere, abilità, cultura e diversa, può anche trasformarsi in un protocollo potenzialmente utile per attività educative e sociali”.

Categories: News, Sport&Disabilità

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