La Salute in Comune - 2014

Nuovi genitori

Mercoledì 16 luglio 2014, presso La Salute in Comune, l’Associazione Agedo ha introdotto una riflessione sul significato dell’essere genitori di persone LGBT, acronimo images (3)identificato per designare figli con orientamenti sessuali differenti: Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali.

Il Presidente è Angela Mazzoccoli: AGEDO è una associazione di Genitori, parenti e amici di persone omosessuali.

Credevo di essere libero da pregiudizi contro gli omosessuali, anzi […]; poi è toccato a me e alla mia famiglia vivere il coming out di mio figlio: ho assistito alla mia morte e a quella del figlio che pensavo di avere. Ma cosa può provocare l’omosessualità repressa? C’è voluto tempo: il conforto e il confronto con gli altri genitori è stato per me la bombola di ossigeno che ha salvato il rapporto con mio figlio, un aiuto che avrei accettato solo da loro, e che solo loro potevano darmi. L’omosessualità non è un vizio, un capriccio o una malattia: ho finalmente intrapreso la strada della comprensione, e ancora ora la sto percorrendo”.

Questo è  l’estratto della lettera di un genitore che scopre l’omosessualità del figlio: un momento di shock, di perdita di quelle sicurezze che fino a poco prima era state date per certe. Cosa accade nella mente di un padre quando si prende consapevolezza dell’orientamento non eterosessuale del figlio?

AGEDO, Associazione GEnitori Di Omosessuali, è costituita da quei genitori che si sono ritrovati ad affrontare una notizia “imprevista”, che ha dato il via ad un percorso insidioso, iniziato spesso con sentimenti di frustrazione, rabbia, disperazione e non comprensione, in un cammino che mira all’accoglienza. L’AGEDO si mette quindi a disposizione di “Nuovi genitori”, che si trovano a fronteggiare una realtà spesso inaspettata e difficile da assimilare.

E’ importante raccontare la propria storia, sfogarsi e condividerla in un contesto ove non vige pregiudizio, stigmatizzazione o discriminazione; è importante il pianto, la comprensione di chi ha affrontato una situazione simile, per imparare per davvero cosa non è l’omosessualità.

E’ in questo modo che si rinasce, diventando “Due volte genitore” (Titolo del  video girato dalla stessa associazione AGEDO), per “Ricominciare dai proprio figli”.

Il termine “accettazione” è sbagliato: è una parola che implica un’inclusione forzata, nonostante tutto. Un figlio non dovrebbe essere “accettato”, ma “accolto” all’interno della propria famiglia: egli ha semplicemente fatto coming out, ma è sempre la stessa persona cresciuta nell’ambiente domestico, nulla è cambiato al di fuori del suo orientamento sessuale.

La sofferenza di tale comunicazione è imputabile alla società in cui viviamo, che stigmatizza la persona, considerando gli omosessuali come diversi: l’AGEDO si batte per il riconoscimento dei diritti civili, come il matrimonio, all’interno di un tessuto sociale che si dichiara “aperto” ma che in realtà discrimina, poiché in una vera democrazia non esistono individui che godono di privilegi ad altri negati.

Ciò che differisce in un figlio “Gay” è la direzione verso cui si indirizzano il desiderio e l’affettività: l’orientamento sessuale non si sceglie, si vive, è parte dell’io di ognuno di noi.

Spesso accade che sia il figlio  stesso a guidare il genitore, indirizzandolo verso la strada corretta per affrontare insieme questo percorso inaspettato: si vive un’ inversione dei ruoli.

L’AGEDO si prodiga nell’accoglienza del singolo genitore, che può rivolgersi all’associazione attraverso la pagina facebook AGEDO Torino, l’indirizzo di posta elettronica agedotorino@gmail.com o tramite i numeri di telefono presenti sul sito web www.agedo.org Vi sono anche momenti di gruppo per incontri di auto mutuo aiuto, ove i genitori possono raccontare la propria esperienza.

AGEDO si occupa anche di fare formazione nelle scuole, per portare ai ragazzi una testimonianza di vita, per aprire un dialogo (anche in compagnia dell’Associazione Arcigay) al fine di sensibilizzare il pubblico più giovane attraverso la proiezione di docufilm a riguardo, creando un dibattito.  E’ importante che gli studenti ascoltino sia la versione dei ragazzi sia quella dei genitori.

Infine vi è la partecipazione ad eventi pubblici come quello de La Salute in Comune. La mission dell’Associazione è l’educazione all’abolizione dell’omofobia; essa non si identifica solo nell’atto violento rivolto a danni di persone omosessuali, bensì si estrinseca anche nell’atteggiamento di scherno, nel sorriso ironico, nell’espressione facciale degli altri.

Tra i vari desideri espressi dai membri di AGEDO nel corso della serata,ve ne è stato uno significativo, che citava “Vorrei che AGEDO fosse superfluo“: ecco il risultato a cui si dovrebbe aspirare, specie in una società che predica l’uguaglianza.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

 

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

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