News

Nuovi media e scuola…uno scenario possibile

salone2014Tanti gli incontri che lunedì 12, giornata di chiusura del 27° Salone Internazionale del Libro di Torino, hanno animato la sete di cultura di tutti gli appassionati di letteratura e non solo. Alcuni di questi, per fortuna ci verrebbe da dire, hanno avuto come argomento cardine temi sociali di interesse primario come l’immigrazione.

Un altro tema di sicuro interesse, che a chi come noi si occupa di comunicazione non può che stare a cuore, è quello dell’utilizzo dei nuovi media da parte dei giovani, in particolar modo minorenni che frequentano le scuole secondarie. Alle 16, nella sala argento del Salone, ne hanno parlato Bruno Geraci, giornalista RAI e presidente del CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) Piemonte, la dirigente scolastica Loredana Orlandini e Alberto Parola, docente di pedagogia sperimentale all’Università di Torino. È stata anche l’occasione giusta per presentare il volume Media, linguaggi e creatività – Un curriculo di media education, scritto dallo stesso Parola con Alessia Rosa e Roberto Giannattelli, edito da Hoepli nel 2013.

Geraci, in qualità di rappresentante del comitato media e minori, ha ricordato l’importanza della tutela dei minori, in particolar modo oggi vista la notevole complessità dei messaggi multimediali. Occorrerebbe, a suo avviso, aiutare i minori a decodificare questi messaggi, educandoli all’utilizzo dei media fin dalla scuola primaria e coinvolgendo anche i genitori, definiti come “soggetti debolissimi“.

Un altro fattore da non trascurare, come sottolineato da Orlandini, è il digital divide che stringe nella morsa dell’obsolescenza le nostre scuole, impedendo di fatto ai ragazzi di apprendere le logiche che governano i nuovi media. I dati Istat forniscono un quadro poco edificante: l’età media dei professori è di 55 anni e solo il 7% di loro utilizza regolarmente internet, a fronte di un 80% degli studenti che lo utilizza a casa. Le possibili soluzioni? Sicuramente nuove modalità di insegnamento che prevedano l’utilizzo del pc e di internet durante le normali ore di lezione e consentano l’invio dei materiali delle lezioni via e-mail in formato digitale, poi l’adeguamento delle infrastrutture scolastiche per creare un setting nuovo, visto che quello attuale “non è più adatto alle modalità di apprendimento“.

Nel suo intervento, il professor Parola ha ricordato le potenzialità che i nuovi media offrono per l’apprendimento e le relazioni, elogiandone la cultura partecipativa che promuovono, cosa impensabile quando l’unico mezzo era la televisione. A questo proposito, si rivela sempre più indispensabile il supporto da parte dell’associazionismo (come l’Associazione Italiana Media e Comunicazione) e delle istituzioni nella promozione dell’educazione ai media fin dalla scuola dell’infanzia. Il volume presentato si prefigge proprio questo scopo.

Nella parte finale dell’incontro, i rappresentanti delle due scuole presenti hanno esposto i lavori fatti durante l’anno scolastico e che hanno avuto come punto focale, appunto, l’educazione degli studenti ai media. La scuola per l’infanzia di Cervignasco (frazione di Saluzzo) si è concentrata sul linguaggio video e sul fumetto; la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Torino ha approfondito invece la poesia visuale e la sua traduzione in lingua inglese: questo ha dato la possibilità di intraprendere una collaborazione con una scuola di Chambery, in Francia, con relativo scambio di visite.

Marco Berton

 

Post precedente

Giovane disabile minaccia di suicidarsi in casa: la polizia interviene ma lo uccide

Prossimo post

Neil, Georgios e Jay, oltre il pietismo

The Author

Marco Berton

Marco Berton

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *