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Obesity Day, la battaglia contro la sedentarietà e per un’alimentazione sana

Informare e sensibilizzare su una patologia che colpisce in Italia 6 milioni di persone. Il prossimo 10 ottobre il personale sanitario dei centri di dietologia Adi sarà a disposizione per colloqui gratuiti

L’OBESITY DAY, la giornata di sensibilizzazione per la prevenzione dell’eccedenza ponderale, nata da una felice intuizione dell’Adi, l’associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, ha raggiunto i 16 anni di vita. Una manifestazione che va avanti da così tanto tempo e che ogni anno si rinnova con iniziative diverse in diverse piazze e luoghi d’Italia è prova dell’imponente lavoro di chi ha pensato, voluto e organizzato con tenacia questo appuntamento annuale.

Cambiare stile di vita. Ci troviamo a combattere una battaglia estremamente difficile contro uno stile di vita sempre più sedentario e una disponibilità pressoché illimitata di cibo ad alto contenuto calorico. In questo scenario, dove diventiamo sempre più grassi, proliferano i facili profeti delle diete miracolose, dei magici bruciagrassi,  o di qualsiasi cosa allontani il consumatore dall’unica strada possibile: mangiare di meno e muoversi di più. Il motto dell’obesity day  2016 è proprio un invito a muoversi di più: “camminare è salute”. Muoversi si più, non necessariamente facendo sport o attività fisica in palestra, ma qualsiasi tipo di movimento anche ludico come ballare, portare a spasso il cane, camminare in maniera sostenuta.

La Dieta Mediterranea. Spesso infatti la pigrizia è così tanta che si preferisce castigare il piacere della tavola piuttosto che rinunciare al divano, quando è invece ormai ampiamente dimostrato che la dieta è solo una delle facce del problema e forse la meno importante. Preferiamo riporre speranze nelle affermazioni miracolistiche che promettono di dimagrire tranquillamente nel sonno, nei 5 alimenti da evitare come la peste, o qualsiasi cosa faccia leva sulla parte magica di ognuno di noi, sul nostro sogno di ottenere qualcosa senza nulla in cambio. E tra le varie sciocchezze, quella che la dieta mediterranea non vada bene per il semplice fatto che proprio i Paesi mediterranei vantano il maggior numero di obesi è affermazione tanto superficiale quanto diffusa. Secondo questa convnzione la colpa dell’attuale obesità sarebbe da attribuire alle abitudini alimentari dei nostri nonni, che riuscivano a stento a mettere insieme il pranzo con la cena faticandosi il cibo col quotidiano lavoro nei campi. Noi oggi ingeriamo lo stesso numero di calorie dei nostri nonni e bisnonni e forse anche qualcosa di più, senza pagarle col sudore e la fatica fisica.

Il peso. Questo ovviamente ci comporta un aumento di peso, al quale altrettanto superficialmente, attribuiamo valenze estetiche invece che mediche. L’eccesso di peso comporta aumentato rischio di patologie molto serie tra le quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e addirittura alcuni tipi di cancro. Per perdere peso andiamo a cercare le diete più strane, quando abbiamo in casa quella giusta: la dieta mediterranea.  E allora ben vengano iniziative che ci ricordino quanto sia importante la prevenzione dell’obesità, di quanto sia estremamente semplice controllare regolarmente il proprio peso con piccoli cambiamenti e adattamenti dello stile di vita, che non comportino grande sacrificio e che ci proteggano da eccessi di peso futuri.

Gli alimenti. Il semplice aumento di consumo di alimenti ad alta densità di nutrienti come frutta, verdura, legumi e cereali integrali a scapito di alimenti più raffinati ed elaborati ad alta densità energetica, senza tuttavia eliminarli completamente, è in grado di aumentare la sazietà e dare gratificazione sensoriale con un quantitativo ridotto di calorie. Enti di governo e società scientifiche, così come sta facendo ADI con l’Obesity Day  stanno mettendo in campo una serie di iniziative,  programmi e campagne di educazione alimentare. Su tutte citiamo Frutta nelle scuole, la campagna dell’EU cofinanziata e coordinata in Italia dal Mipaaf, per la quale, accanto alla fornitura di frutta gratuita ai bambini delle scuole primarie, sono state previste specifiche “misure di accompagnamento” ovvero attività didattico-educative che puntano proprio a contrastare le cattive abitudini alimentari delle generazioni più giovani.

Fonte: repubblica.it

(s.c./s.f.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?