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Oggi vado a vivere da solo: storie di inquilini disabili dal Nord al Sud

Tra cohousing, gruppi-appartamento e condomini solidali, ecco l’autonomia che prepara al «dopo di noi». Persone con differenti tipi di handicap che si abituano all’autonomia o vivono insieme a normodotati. Le esperienze vincenti e quelle meno

La storia di Caterina ed Elisa – LEGGI

Una lavagnetta scandisce le giornate delle due amiche, Elisa e Caterina: affette da sindrome di Down, da luglio abitano da sole in un appartamento a Crevalcore, in provincia di Bologna. E adesso sono in attesa di una terza coinquilina. Per tre pomeriggi a settimana con loro c’è Daniela, educatrice. «L’inserimento è stato graduale – spiega –: per i primi tempi restavo qui anche la notte, adesso non più». Ora dà una mano solo a fare la spesa e a gestire i soldi e la quotidianità. «E chi di noi prepara il pranzo o la cena non lava i piatti», dice ridendo Caterina.

Aurora

Studentesse che abitano insieme a coetanee con sindrome di Asperger – LEGGI

Aurora, Alice e Olga hanno una live disabilità relazionale (due di loro la sindrome di Asperger) e vivono insieme ad altre ragazze che studiano all’università a Milano. Grazie a Fondazione Cariplo e al Comune vivono insieme aiutandosi a cucinare e mettere a posto la casa. La notte c’è sempre qualcuno. «All’inizio ero un po’ spiazzata, ma non si può restare per sempre con la mamma», dice Aurora.

Oggi vado a vivere da solo: storie

di inquilini disabili dal Nord al Sud

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Studentesse che abitano insieme a coetanee con sindrome di Asperger – LEGGI

Aurora, Alice e Olga hanno una live disabilità relazionale (due di loro la sindrome di Asperger) e vivono insieme ad altre ragazze che studiano all’università a Milano. Grazie a Fondazione Cariplo e al Comune vivono insieme aiutandosi a cucinare e mettere a posto la casa. La notte c’è sempre qualcuno. «All’inizio ero un po’ spiazzata, ma non si può restare per sempre con la mamma», dice Aurora.

Fonte: corriere.it

(s.c./s.f.)

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The Author

Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?