Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Tema di notevole spessore quello delle Pillole di Salute di martedì 7 luglio.

Si è parlato di OPG – Ospedali Psichiatrici Giudiziari, da sempre accompagnati da un’aura di mistero e ambiguità. Le OPG erano strutture carcerarie ospedalizzate, che ospitavano persone incapaci di intendere e di volere in seguito a denunce effettuate per crimini più o meno gravi e che non potevano scontare la pena in carceri convenzionali perché necessitavano di un supporto medico.

Una volta all’interno delle strutture, era poi difficile uscirne: dopo uno sconto di pena di due anni, il giudice, nella maggior parte dei casi, decideva di prorogare le permanenze trasformandole in ergastoli “bianchi”, senza tener conto della gravità effettiva del crimine commesso, ma semplicemente perché i detenuti/pazienti psichiatrici erano considerati scomodi e pericolosi per la società.

Durante la serata è stato proiettato un video, Gli Internauti, ovvero gli “abitanti” che popolavano le OPG. Il video è un connubio perfetto tra fotografia e montaggio video a cura dei fotografi Marco Dalmaso e Franco Guardascione, un lavoro cominciato nel 2008 e concluso nel 2014. Un racconto per immagini dei sei ospedali psichiatrici giudiziari d’Italia, (chiusi definitivamente il 31 marzo 2015 a favore delle Rems – Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) ultimo strascico protrattosi fino ai giorni nostri delle strutture manicomiali chiuse nel 1978 grazie alla Legge 180, meglio conosciuta come la Legge Basaglia.

La curatrice del video, Petra Cason, ha sottolineato l’importanza del lavoro, che ha lo scopo di mostrare una realtà sconosiuta ai più: le OPG non si distaccavano molto dai manicomi chiusi poco più di trent’anni fa e queste foto ne sono la dimostrazione. L’obiettivo della macchina fotografica mette a nudo la desolazione, l’inquietudine, l’angoscia e la crudeltà che si respiravano in quei corridoi trasudanti di agonia, in quelle celle anguste e buie. Le cure e il supporto psichiatrico scarseggiavano e troppo spesso i pazienti/detenuti venivano legati, sedati e letteralmente parcheggiati e abbandonati a loro stessi in angoli remoti dell’ospedale. Un ambiente sconcertante e disumano quello che traspare.

In un’Italia che ancora non ha raggiunto un accordo su come e dove integrare gli ex internati negli OPG, il video Gli Internauti vuole far conoscere una realtà da sempre celata, dove il degrado e il disagio erano drammaticamente all’ordine del giorno. Strutture dimentiche della dignità dell’individuo, “dove la violenza dell’uomo sull’uomo tocca vertici abissali.”

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