News

P.I.G.R.O. La nuova frontiera della riabilitazione motoria

pigroSi chiama P.I.G.R.O., ma non c’è da farsi ingannare dall’acronimo, perché il nuovo tutore per il recupero neuro-motorio degli arti inferiori in pazienti colpiti da ictus o da traumi cranici è più attivo che mai all’interno dell’ospedale di Fossano

Il progetto P.I.G.R.O. ( Pneumatic Interactive Gait Rehabilitation Orthosis) è un progetto sviluppato dall’ASL CN1 e dal Politecnico di Torino in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino che offre innovazioni nell’iter di riabilitazione motoria per coloro che, in seguito a lesioni cerebrali, presentano difficoltà anche gravi nel movimento degli arti superiori ed inferiori.

Nello specifico il nuovo macchinario, finanziato dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Cuneo e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Fossano, permette l’attivazione della caviglia e supporta il paziente nell’esecuzione di alcuni movimenti fisiologici del cammino umano. Non si tratta dunque di un macchinario per l’assistenza della persona nella vita quotidiana, ma sarà destinato esclusivamente a strutture specializzate in recuperi neuro-motori.

In prova dal 2006 al Politecnico il dispositivo ha subito molte migliorie in quattro diverse versioni grazie al contributo nella sperimentazione di pazienti paraplegici.

Leggero, facilmente trasportabile e regolabile su misura, P.I.G.R.O. vanta un costo notevolmente inferiore rispetto ai tutori attualmente in circolazione candidandosi cosi come la nuova frontiera della riabilitazione motoria.

Non è solo il corpo, però, a ricoprire il ruolo di protagonista nel progetto.

La collaborazione degli psicologi dell’Università di Torino, infatti, garantisce l’intento di valutare anche il miglioramento cognitivo delle persone per contribuire alla qualità della vita anche in una fase avanzata della malattia, volgendo cosi lo sguardo al recupero anche sociale dell’individuo.

Stefano MArtino

Post precedente

Garrincha, quando il talento non conosce confini

Prossimo post

Mille bianche gru per una vita

The Author

Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *