Sochi 2014

Paralimpiadi: al via il countdown

1384262_634391496601438_1205525747_nIl countdown per le Paralimpiadi invernali di Sochi è cominciato: il 7 marzo è alle porte e i rumors dicono che sia già tutto pronto per la cerimonia di apertura.

Noi di Volonwrite aspettiamo frementi quel momento come tutti gli appassionati di sport per disabili ma non possiamo fare a meno di chiederci: sarà davvero tutto pronto? E non mi sto riferendo alle cerimonie di apertura e chiusura, ai calendari delle gare e ai luoghi che saranno loro teatro. Parlo, piuttosto, di tutto quello che, invece, servirà ad accogliere i tanti tifosi con disabilità che arriveranno a Sochi da tutto il mondo.

Se l’accesso ai palazzetti sportivi possiamo ritenerlo un dato certo (se non altro per via del fatto che altrimenti non potrebbero accogliere gli atleti disabili) non possiamo esprimere altrettanta sicurezza per gli hotel, i bar e i ristoranti, i luoghi di socialità e, come avevamo già accennato qualche giorno fa, le app per smartphone create per seguire gli eventi sportivi ma di cui solo 2 su 6 mostravano accorgimenti specifici per le persone con disabilità.
Il mio timore è che siccome le Olimpiadi vere – come le ha definite qualcuno – sono finite, le Paralimpiadi rischino di passare inosservate o, comunque, in secondo piano. Sarebbe una grande pecca, questa, non solo per il mondo del sociale che gravita attorno alla disabilità, ma anche per tutti gli appassionati di sport che pensano che questo sia un evento sportivo di serie B, di portata inferiore al primo, commettendo un grave errore.

Soprattutto perchè la delegazione Italiana è numerosa e comprende atleti di altissimo livello da cui possiamo aspettarci – e a ragione – tante medaglie. Credo che una di queste arriverà di sicuro dall’hockey, ma anche lo sci, sebbene ancora meno visibile rispetto al primo, ha tante promesse.

Ciò che è certo è che tutti gli Azzurri ci faranno emozionare e comprendere più da vicino il loro sport; quello che spero, ma che anche tutti noi di Volonwrite ci auspichiamo, è che le Paralimpiadi servano ai più, agli scettici, a chi non ci credeva, che anche le persone con disabilità possono raggiungere l’eccellenza se solo la società le mette nella condizione di farlo. E’ il mondo, l’ambiente a costruire l’handicap e a creare ostacoli: davanti ad un gradino un normodotato e un disabile sono diversi, ma su una rampa diventano immediatamente uguali e l’handicap sparisce.

Speriamo che i media Italiani dedichino all’evento la risonanza che merita; noi, dal canto nostro, promettiamo che faremo di tutto per tenervi aggiornati.

Simone Croce

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?

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