Smart City - Tre settimane alla scoperta di Torino

Parloma&Elisir: due risposte intelligenti alla sordo-cecità


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /web/htdocs/www.volonwrite.org/home/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /web/htdocs/www.volonwrite.org/home/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

280_0_3784775_438818Sabato 1° giugno, presso la Circoscrizione 3 di Torino, si è svolta la presentazione di uno dei 10 progetti della città vincitori del Bando indetto dall’Unione Europea per finanziare idee Smart, intelligenti, utili e realizzabili. E’ così che, in una bella giornata soleggiata, in un’area verde che fa capolino tra il grigiore cittadino, i più dotati studenti del Politecnico di Torino e di Milano – età media 24 anni – hanno illustrato i loro progetti, Parloma ed Elisir.

Marco Indaco racconta in cosa consiste Parloma: è un sistema per migliorare la vita delle persone sordo-cieche, che in Italia sono davvero tante, anche se di questo disturbo si parla poco. Il problema di chi è affetto da sordo-cecità è comportato dall’impossibilità di comunicare con persone che non siano a “portata di braccio”, nel senso letterale del termine: per loro il solo modo di comunicare passa attraverso il contatto fisico, tramite un codice basato sullo sfiorarsi delle mani e delle dita, in una lingua difficilissima chiamata lingua dei segni tattile.

 

Come si diventa sordo ciechi? Si comincia perdendo l’udito durante l’infanzia, e poi con il passare degli anni anche la vista si abbassa: la Lega del Filo d’Oro si occupa di sostenere psicologicamente queste persone, per prepararle alla cecità.

Ed è proprio la Lega del Filo d’Oro che ha accolto con entusiasmo il progetto Parloma!

In cosa consiste? Il concetto è lo stesso usato nei videogiochi; avete presente i bambini che giocano con la Wii e, grazie ad un dispositivo tecnologico, riescono a vedere riprodotti i propri movimenti sullo schermo?

ll principio è lo stesso, vengono mosse le mani davanti a questo oggetto elettronico, che registra il movimento e lo invia all’apparecchio del ricevente: qui vi è una sorta di mano robotica (come fosse una protesi, particolarmente studiate presso l’Università di Pisa) su cui il destinatario del messaggio può posare le proprie e conoscere il contenuto della comunicazione. Un sistema geniale che cambierebbe per sempre la vita di queste persone, costrette fino ad oggi a poter comunicare solamente con soggetti compresenti nello stesso loro ambiente…immaginate la solitudine che ne deriva, e come i rapporti siano difficili da mantenere!

Parloma darebbe a queste persone la possibilità di comunicare a distanza, e sono orgogliosa di annunciare che grazie a questi brillanti studenti noi italiani siamo primi nel mondo in questa sperimentazione!

La percentuale di persone sorde è anch’essa elevata, e per la loro integrazione è stato pensato il Progetto Elisir. Forse non tutti sanno che la Lingua LIS, lingua italiana dei segni, si erge su una grammatica completamente diversa dalla lingua verbale italiana: non si costruisce su frasi con una sintassi “soggetto+ verbo+ complemento oggetto”, bensì utilizza una connotazione spaziale, e regole completamente diverse! Pertanto, una persona sorda difficilmente può comprendere un libro, una guida scritta nei musei: la traduzione in lingua LIS non dà accesso automaticamente alla lingua verbale.

Per ovviare questo problema, i video guida per non udenti sono realizzati registrando una persona che esegue il linguaggio dei segni: ma questa modalità è statica, non permette di modificare in seguito il prodotto registrato, e necessita di una persona reale disponibile alla traduzione.

Elisir propone un approccio molto più pratico e intelligente: una traduzione automatica, una modalità rapida per passare da lingua verbale a lingua spaziale, usufruendo di un personaggio fittizio che esegua il Lis in qualunque momento, come applicazione sul cellulare: si inserisce un testo scritto nel sistema ed esso genera in automatico una traduzione efficace!

Un applauso a questi ragazzi geniali!

Post precedente

Apprendi l’arte… ed esponila!

Prossimo post

Elisir&Parloma: la comunicazione per tutti!

The Author

Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *