Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Niccolò Ghirardi

Pensare ad un parco per persone con disabilità significa dover riflettere sul fatto che questi soggetti fanno parte di una comunità di riferimento attiva che in quanto tale ha esigenza di vivere il giardino trasformandolo da semplice spazio a luogo di aggregazione. Ciò vuol dire in prima istanza agire sull’abbattimento delle barriere architettoniche e di quelle percettive.

Gli ostacoli strutturali si superano facilmente facendo corrispondere agli scalini scivoli per ospitare le sedie a rotelle. Superare le restrizioni percettive invece significa consentire alle persone con menomazione visiva di fare esperienze di vario tipo, ad esempio nell’ambito del verde urbano dotandolo di particolari semafori acustici. Quando si scrive di questi temi è importantissimo utilizzare un lessico appropriato, cosa che vuol dire saper cogliere differenze veicolate dal modo di servirsi della terminologia. E’ sostanzialmente diverso infatti parlare di accessibilità o di fruibilità ad esempio dei servizi igienici. I bagni sono accessibili se costruiti avendo riguardo alle misure previste dalla legge. Nonostante questo, non sono fruibili se la corretta capienza non è supportata ad esempio dalla presenza di doccette utili all’igene dopo aver fatto uso del WC.

Perché i parchi siano accoglienti per le persone con disabilità è opportuno che questi luoghi diventino sede di attività didattiche improntate alla ‘peer education’. Questi laboratori hanno lo scopo di sensibilizzare le persone con disabilità a conoscere erbe, piante e fiori e sono condotti da loro coetanei normodotati. I parchi sono luoghi aperti all’interno dei quali è significativo adibire spazi anche a conferenze predisponendo per lo scopo rudimentali tettoie. Tali strutture consentono così l’utilizzazione degli spazi urbani durante tutto l’anno solare. Collegata a questo aspetto è ad esempio la valutazione dell’opportunità o meno di installare un palcoscenico di tipo mobile per poter allestire rappresentazioni teatrali.

L’arredo urbano è l’insieme di tutti gli oggetti che hanno lo scopo di implementare la gradevolezza di un luogo per fornirgli una confortevole abitabilità. Si pensi ad esempio alla predisposizione di panchine per vivere momenti di ristoro all’insegna della tranquillità a beneficio degli accompagnatori. Un parco è arricchente e stimolante come ambiente solo se le persone interagiscono tra loro e se esso si configura come contesto all’interno del quale coesistono flora e fauna. Come cittadino con disabilità ritengo sempre più opportuno che le amministrazioni comunali facciano loro riflessioni di questo tipo quando prospettano la realizzazione di luoghi ricreativi all’interno delle aree.

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