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Perchè in Bitstrips non ci sono le carrozzine?


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Qualche settimana fa, su Il Post è stato pubblicato un interessante articolo che spiega molto chiaramente cos’è e come si usa Bitstrips.

Bitstrips – si legge – “è un’app per Facebook, iOS è Android su mobile che permette di creare vignette umoristiche”. Con Bitstrips è possibile creare un avatar, o quello di un proprio amico, scegliendone colore della pelle, corporatura e capigliatura, facendoli poi interagire all’interno di 1500 modelli di scene o contesti quali, ad esempio, “news”, “mood”, “situations” o “announcements”. All’interno di ogni vignetta si possono aggiungere testi, dialoghi e didascalie personalizzabili.

Qualche numero per dimostrarne il successo: in circa due mesi gli avatar attivati sono più di 30 milioni e l’app è rapidamente diventata una delle più scaricate in 90 paesi del mondo. Come se non bastasse, una venture capital americana, la Horizon Ventures, ha appena deciso di investirci tre milioni di dollari. Il fondatore di Bitstrips, il canadese Jacob Blackstock, spiega così il successo del suo prodotto: «I fumetti sono adorati da tutti; mi è sempre piaciuto disegnarli e li trovo una modalità geniale di espressione creativa».

Un’idea geniale, divertente ed innovativa di comunicare che lascia libertà di espressione e rispetta le diversità; tutte, tranne una. Molti amici disabili, infatti, ci hanno fatto notare che, con Bitstrips, non sono disponibili carrozzine per creare l’avatar a propria immagine e somiglianza: questa mancanza crea un inopportuno disagio nel vedersi rappresentati in piedi o, semplicemente, nel non poter essere “se stessi” replicando, in modo coerente con la realtà, le proprie caratteristiche.

Una grave pecca che, con alcune semplici mosse, potrebbe essere risolta. Pensate si potesse scegliere la propria carrozzina tra migliaia di modelli, perchè no, personalizzabili. La tecnologia dovrebbe essere inclusiva; siamo convinti che i programmatori di Bitstrips non avessero alcun intento discriminatorio, ci mancherebbe. Basterebbe, però, un po’ più di attenzione e di sensibilità.

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Marco Berton

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