La Salute in Comune - 2015

Prendersi cura di sè

Lunedì 6 luglio si è svolto il primo dei quattro incontri del Laboratorio del Progetto Ben-Essere, che ha visto coinvolti uomini e donne con disabilità.
Nel laboratorio proposto, i risultati attesi non sono solo il viso truccato o le mani curate, ma un benessere generale della persona con l’intento di promuovere e stimolare percorsi di auto cura e cura del Sè.

Ben-Essere propone laboratori di “trucco e visagismo”, dove si possono apprendere le tecniche della make-up.
Trattandosi di veri e propri percorsi, essi iniziano già all’interno dei presidi ospedalieri per la cura e la riabilitazione,  per poi continuare presso la sede del Servizio Passepartout a dimissioni avvenute.
La dimensione di gruppo poi, aiuta e sostiene il singolo di modo che anche chi si trascura a causa di una profonda sofferenza interiore possa trovare quelle motivazioni che richiamano ad avere attenzione, rispetto e amore per il proprio corpo.

Il progetto Ben-Essere propone anche laboratori di camouflage durante i quali vengono effettuate ed insegnate tecniche atte a rendere meno evidenti gli inestetismi dovuti a cicatrici, ustioni o tumori della pelle.

Attraverso il trucco vengono coinvolti mente e spirito, comunicando un messaggio di riconoscimento delle proprie risorse interiori che passa attraverso
il ristabilirsi di un rapporto equilibrato con il proprio corpo seppur in situazioni di fragilità fisica e/o psicologica.
Sentirsi bene con sé stessi consente alla persona di interagire con l’ambiente in modo più sereno, equilibrato e immediato,  favorendo processi di autostima e di inclusione sociale.

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Manuela Pavia

Manuela Pavia

Ciao, sono Manuela J. collaboratrice della redazione multimediale per la comunicazione sociale del servizio Passepartout. Nel raccontarmi vi confesso che fin da bambina ho avuto una spiccata predisposizione per l’arte, questo mi ha portata crescendo a seguire un percorso di studi nel settore! A seguito della mia scelta di Servizio Civile, che ho svolto come educatrice presso l’oratorio Salesiano San Luigi, la mia formazione da li in avanti verte su una scelta più di tipo sociale/educativo. Partecipo come volontaria a diverse associazioni, tra cui A.V.O, Croce Rossa Italiana, ecc… A seguito di un incidente a cavallo nel 2011, entro nel mondo della disabilità, da qui la scelta di rimettersi in gioco; partecipo alle selezioni e supero un concorso di Borsa Lavoro indetta dal Servizio Passepartout del Comune di Torino. Conosco così l’associazione VolonWrite, dove trovo un ambiente giovane ed energico, mi appassiono così sempre più alla comunicazione sociale. Oggi si parla molto di inclusione sociale, di non discriminazione e di diversità…

Per me ogni individuo è diverso dall’altro perché è nella sua natura la sua splendida unicità, la disabilità è una “diversa” condizione di vita, penso però che ogni persona ha delle capacità che devono essere sviluppate e delle lacune che possono essere colmate!
M.J.P.

Che cos’è la diversità…? […]«E' grave voler essere tutti uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica all'altra.» Paulo Coelho