News

Pronto soccorso e gestione del dolore dei bambini

Pronto soccorso italiano promosso nella gestione del dolore dei piccoli pazienti. E’ questo il messaggio principale che emerge da un’indagine del Gruppo PIPER (Pain in Pediatric Emergency Room), che riunisce esponenti di 29 Pronto Soccorso italiani con il patrocinio di Ministero della Salute, Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (FIASO), Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) e il contributo di Angelini. I genitori dei bambini con dolore che accedono ai Pronto Soccorso italiani, nel 95% dei casi, sono abbastanza o molto soddisfatti di come il dolore dei propri figli sia gestito da medici e infermieri.

L’indagine, condotta nel week end del 26 e 27 settembre 2015, ha coinvolto 644 bambini e 923 adulti. Dai dati, oltre alla grande soddisfazione per l’assistenza fornita, è emerso che i piccoli pazienti, in genere, lasciano la strattura senza o con meno dolore (77% dei casi) e solo solo nel 23% dei casi viene dimesso lamentando la stessa sofferenza provata all’accesso.

Margini di miglioramento ce ne sono parecchi: la misurazione dell’intensità dolorosa solo nel 25% dei casi e la somministrazione di una terapia analgesica nel 47% (in 1 caso su 2 entro i 20 minuti dall’accesso al PS). Nelle strutture che, al momento della survey, avevano già implementato delle raccomandazioni sulla gestione del dolore è emersa una miglior qualità della presa in carico del problema.

Come spiega la professoressa Franca Benini, Responsabile Centro Regionale veneto Terapia antalgica e Cure palliative pediatriche, Università di Padova e Responsabile scientifico del Gruppo PIPER, Il nostro gruppo opera dal 2010 con l’obiettivo di migliorare la gestione del dolore dei bambini nel setting di cura dell’emergenza. Dopo aver individuato le aree in cui era prioritario intervenire, nel 2015 abbiamo redatto un primo set di raccomandazioni. Quelle di prossima pubblicazione riguardano tipologie di dolore o molto frequenti (il dolore da trauma e addominale) o particolarmente complesse (il dolore da anemia falciforme e nel bambino disabile).

La fondamentale linea d’indirizzo è che il dolore vada sempre considerato, misurato e trattato.

L’indagine PIPER Weekend, condotta nei 29 centri aderenti al nostro network, è stato uno step cruciale perché ci ha permesso di riflettere sull’efficacia di ciò che facciamo, restituendoci il feedback di bambini e genitori. L’auspicio è che iniziative di questo tipo, così come la continua produzione di raccomandazioni per gli operatori sanitari che stiamo portando avanti, promuovano un cambiamento culturale, perché è necessario ed è possibile lavorare sull’analgesia pediatrica con ottimi risultati».

Fonte: lastampa.it

(s.c./s.f.)

Post precedente

Prove di protesi per la mia prossima mano stampata in 3D

Prossimo post

Come valorizzare la diversità

The Author

redazione

redazione