XII edizione - anno 2013

Quando il mondo della disabilità incontra le arti di strada…


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imagesSembrano due universi distinti, quello della disabilità e quello dell’arte di strada: forse a causa dell’ideologia comune che è radicata in noi anche se non lo desideriamo, forse perché siamo abituati ad esibizioni di clown che si destreggiano tra trampoli e biciclette, forse perché non ci siamo mai soffermati a pensare a come una persona non udente potrebbe assistere ad uno spettacolo comico…forse perché semplicemente siamo ancora troppo “chiusi” e poco interessati a creare un divertimento “accessibile” a tutti.

Ma in verità ci sono realtà che invece hanno a cuore la risata delle persone, di tutte le persone, e si adoperano per stimolarla: ieri, durante l’emozionante e istruttiva conferenza sulla disabilità di strada presso il Cecchi Point del festival, si è parlato proprio di questo, con la partecipazione di un mediatore d’eccellenza, Claudio Foggetti, responsabile del Servizio Passepartout del Comune di Torino.

Una tavola rotonda iniziata alle 10.30 di un normale martedì mattina, e che ha visto l’intervento di figure quali il Direttore delle Politiche Sociali del Comune di Torino, Monica Lo Cascio, il Referente G.A.T. dell’area disabili del Comune di Torino, Dario Cucco, nonché artista e animo del Festival; Il Direttore artistico dell’evento, Bruno Furnari, oltre a talenti straordinari come Renzo Lovisolo, il maestro di bolle di sapone giganti che noi di Volonwrite intervisteremo Venerdì in seguito alla sua esibizione dalla Mole Antonelliana, Vito Garofalo, attore e artista di strada, lo straordinario Tarek Drago, clown, giocoliere e personaggio di innata simpatia intervistato da Raffaella per Volonwrite…

Ma la lista degli ospiti è ancora lunga: citiamo Alessio Tagliento e Giuditta Cambieri, i Diversamente Comici del format di Zelig, che ci hanno raccontato la storia della nascita del loro duo, costituito da Giuditta e da Francesco, non udente, e che insieme hanno realizzato spettacoli divertentissimi per un mondo di spettatori che comprende udenti e non…è stata una riflessione toccante, ma priva di qualsiasi tipo di pietismo, anzi.

 Vi invito caldamente ad ascoltare l’intervista “fuori dall’ordinario” che ci hanno rilasciato, e in cui potrete avere informazioni sulle loro prossime esibizioni!

A chiudere la mattinata è stato l’intervento di Vincenzo Langella, Presidente dell’associazione Volonwrite, che ha concluso questa conferenza con l’interrogativo che più riassume l’argomento trattato: “Il mondo della televisione, dello spettacolo, è sufficientemente “maturo” per accogliere il “diverso” senza pregiudizio alcuno?”

Sebbene tanti passi in avanti siano stati fatti, nonostante vi siano tanti artisti che si stanno preoccupando di coinvolgere anche persone diversamente abili nelle loro esibizioni – da ragazzi non vedenti a bambini con la sindrome di down che suonano percussioni – sarebbe ipocrita definire il pubblico televisivo italiano “pronto” ad accogliere senza indugio il mondo della disabilità.

Perché la televisione è estetica. Purtroppo. E a dirlo è un uomo come Alessio Tagliento, che di spettacoli comici se ne intende. Ma il mondo della televisione sta cedendo spazio all’universo del web, e questo è un bene: internet è l’apertura per eccellenza ad ogni tipo di realtà.

Ringraziamo il Festival Internazionale del teatro di strada per averci concesso uno spazio in cui ascoltare dal vivo testimonianze di vita vera, che personalmente hanno saputo riscaldarmi il cuore e far riflettere con il sorriso… non perdetevi l’articolo sulla storia d’amore di Tarek Drago, perché ha qualcosa di magico da insegnare a tutti noi…

Il teatro di strada è anche questo!

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Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

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