Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Il 2018 è iniziato con delle storie speciali, sempre originali, a volte commoventi. Soprattutto storie vere. E se il buongiorno si vede dal mattino siamo partiti alla grande. Nei primi cinque giorni di gennaio infatti, nel prime time su RaiTre, è andato in onda il programma “Inviati speciali”.

La trasmissione televisiva è liberamente ispirata all’esperienza di InVisibili, il blog del portale del Corriere della Sera, che dal 2012 si occupa di raccontare il mondo della disabilità. Il format è molto semplice e ricalca la vita di redazione: dopo la riunione del mattino uno dei blogger o un giornalista del quotidiano viene inviato a raccontare le storie di una persona con disabilità.  Le firme del blog sono gli “inviati speciali” del programma, volti noti per noi addetti ai lavori: il giornalista Claudio Arrigoni, Simona Atzori, Alessandro Cannavò, Simone Fanti e Simonetta Morelli. Il loro compito da inviati è quello di entrare dentro queste storie, di raccontarle nella loro purezza, evitando buonismi, pietismi e retoriche pacche sulle spalle. Ogni puntata si chiude con l’editoriale di  Antonio Giuseppe Malafarina, un maestro di giornalismo ed ironia.

Le storie, nelle cinque puntate, toccano temi diversi ed universali come l’amicizia, l’arte, il lavoro e perché no, l’amore. Si parte dalla bellissima esperienza degli “Spingitori di Fabrizio” , dei maratoneti particolari. Poi altre storie come quella dello scultore molisano Felice Tagliaferri, quella di Giambattista Tshiombo, chirurgo con l’esoscheletro o di Sonia Veres, mamma sportiva nonostante la SLA. E per finire la storia di Muni Sigona che in Sicilia sta costruendo un albergo etico per dare lavoro, e un futuro, al figlio autistico Toti e a un gruppo di altri giovani adulti con disabilità.

Storie speciali è vero. Ma storie normali, storie quotidiane, storie che esistono. E dunque vanno raccontate. Chissà quanto sta ghignando da lassù il mio amico Franco Bomprezzi, ora che tutte queste storie che insieme consideravamo tanto belle quanto invisibili sono state viste, secondo i dati auditel, da quasi due milioni di telespettatori.

Ad accorgersi di questo sono gli stessi autori del programma: “Ogni anno che passa è un anno importante per la disabilità. La crescente presenza mediatica, i successi nello sport paralimpico, persino una nuova sensibilità legislativa sembrano riusciti a mettere al centro del dibattito la condizione fragile. La realtà quotidiana resta difficile, piena di chiaroscuri, e in buona parte emarginante, eppure lo stato di invisibilità forse è definitivamente superato”.

Bravissimi cari colleghi, ma forse ora è arrivato il momento di cambiare il nome del blog!

E voi che nome proponete? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

Fonte: superabile.it

(s.c./l.v.)

Categories: News

Comments are closed.