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Realtà virtuale, guanti robotici, stampa 3d e dispositivi wearable: le novità tecnologiche per la disabilità

I passi da gigante della tecnologia del medicale si traducono in soluzioni tanto per persone con disabilità che per la chirurgia di precisione o i processi di riabilitazione

Nel secondo millennio la tecnologia sta facendo passi da gigante, anche e soprattutto nel campo della medicina e dei dispositivi per la disabilità.

Molti ingegneri e ricercatori sfidano la disabilità per ridonare quelle abilità che qualcuno non ha, ad esempio la vista, con applicazioni altamente tecnologiche: si pensi, per quanto riguarda la vista ad esempio, ad Aipoly, l’app per smartphone che riconosce, attraverso la telecamera del cellulare, le persone e gli oggetti che ci circondano dalle forme e dai colori; o ancora Horus, il dispositivo dotato di telecamera, microfoni, sensori di movimento e un meccanismo di conduzione che porta il suono all’orecchio senza cuffiette dove una voce racconta in diretta tutto ciò che vede.

LA TECNOLOGIA DEL MEDICALE – I campi di applicazione della tecnologia nell’ambito biomedico sono numerosi, e possono riguardare tanto il paziente quanto l’operatore sanitario o gli stessi processi. Tra questi:

– il 3d printing: la stampa 3D e l’additive manufacturing sono tecnologie che permettono soluzioni assai innovative per realizzare dispositivi medici, protesi, tutori personalizzabili, biomodelli anatomici talmente precisi ed accurati da consentire l’analisi dell’intervento in fase pre-operatoria.

– dispositivi wearable: studiati per dare comodità e comfort, i dispositivi che si possono indossare sono un grande aiuto per la persona con disabilità sia per svolgere diversi compiti altrimenti difficili, che, soprattutto, per monitorare alcuni valori clinici. Sensori tessutali, cerotti intelligenti, dispositivi con specifici sensori permettono di rilevare i parametri senza ago; strumenti di interfaccia connessi allo smartphone consentono rilevazioni attendibili per ECG (Elettrocardiogramma) e altri valori fondamentali.

– navigazione chirurgica: con l’alta tecnologia è possibile creare strumentazioni computerizzate molto avanzate che consentono di pianificare l’intervento nei minimi dettagli e di conoscere in tempo reale durante l’operazione in quale punto del corpo del paziente si sta intervenendo.

– protesica brain powered: per quanto riguarda la disabilità motoria, l’ultima frontiera risiede nelle mani biomeccaniche sensorizzate e intelligenti, nelle sedie a rotelle controllate dal pensiero, in tutti quei dispositivi, cioè, comandati e controllati da impulsi che partono dal cervello.

Avere ausili intelligenti che ragionino con il cervello umano è utile anche nei dispositivi di ultima generazione per ciechi e non udenti. Di grande tendenza ora è la robotica collaborativa e di servizio in ambito medicale con la riabilitazione robotizzata, le tecnologie robotiche e digitali con interazione multimodale e multisensoriale, i robot in grado di assistere i disabili, gli occhiali «intelligenti» per chi soffre di disturbi uditivi e realtà virtuali per l’allenamento delle capacità cognitive.

  • robotica chirurgica e simulazione: questo tipo di tecnologia si rivolge al personale medico. Quando le mani diventano troppo tremanti o l’area operatoria è troppo limitata e nel contempo delicata, le mani di un piccolo robot si potranno sostituire a quelle del chirurgo. Inoltre per sostenere il medico nella fase di preparazione dell’intervento vengono proposte delle tecnologie che possano ricreare in maniera simulata l’operazione da eseguire in modo tale che egli possa esercitarsi senza ansie e stress.

Fonte: disabili.com

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?