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Ricordando Franco Bomprezzi e le «persone con disabilità»

Bomprezzi è stato un simbolo, un interlocutore, un punto di riferimento per le persone disabili e per chi ha cercato, da politico a volontario, di occuparsi di questi argomenti

La giornata nazionale della disabilità, il 3 dicembre scorso, è passata senza lasciare traccia. Qualche iniziativa, alcuni eventi organizzati dalle onlus più attive del settore, un po’ di racconto di volontariato. troppo poco per un tema che in Italia riguarda da vicino quasi 3 milioni di persone e che è spesso stato motivo di discriminazione. Proprio contro questa tendenza era stata istituita, nel 1981, Anno internazionale della disabilità, una giornata per tornare almeno una volta nei 12 mesi ad accendere un faro sul tema. Lo facciamo su questa pagina, in ritardo rispetto alla ricorrenza ma in anticipo rispetto ad un altro anniversario: il 18 dicembre del 2014 ci aveva lasciati Franco Bomprezzi, uno che con la disabilità, grave, ha convissuto fin da bambino. Uno che non per questo ha chiesto e avuto meno dalla vita, combattendo sempre con un leone, sorridendo tanto, dispensando parole sagge, calde e arrabbiate. Bomprezzi è stato un simbolo, un interlocutore, un punto di riferimento per le persone disabili e per chi ha cercato, da politico, amministratore, giornalista o volontario, di occuparsi di questi argomenti. Dalla sua carrozzina, quella da cui prendevano forma blog, libri, articoli, idee, viaggi e sogni, in realtà diceva una cosa quasi banale: che le persone vanno rispettate. Tutte. Per questo non voleva si parlasse di “diversamente abili” ma di “persone con disabilità”. Perché le parole hanno un senso e un peso. E se c’è una cosa che possiamo cominciare a fare, almeno chi si occupa di comunicazione, è proprio quella di imparare ad usare le parole giuste. Basterebbe questo per evitare di ritrovarci, fra un anno, a raccontare un’altra giornata della disabilità senza che nulla sia cambiato nel frattempo.

Fonte: milano.corriere.it

(s.c./mjp)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?