Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

yellow_happy11Che fosse una melodia contagiosa capace di donar freschezza, sorrisi ed un’ irrefrenabile e sognante voglia di ritmo lo si poteva immaginare già solo ascoltandone le prime note d’esordio. Che riuscisse a diffondersi da Nord a Sud diventando per tanti perfetta colonna sonora per raccontare con allegria spaccati di realtà e di vita anche delicati e complessi, beh questo proprio non lo si poteva prevedere.

 

Una piccola rivoluzione, un miracolo forse inconsapevole, quello di Pharrel Williams che con la sua “Happy” ha divertito, unito, scosso e fatto riflettere danzando. Ispirato un nuovo modo di raccontarsi, di comunicare, di approcciarsi al mondo, alle persone, a se stessi.

 

Insinuando nelle menti e nei cuori un dubbio che potrebbe sconvolgerci realmente l’esistenza distruggendo ogni barriera: TUTTI POSSIAMO ESSERE FELICI!!!

 

Certo non siamo ancora pronti ad assimilare un pensiero del genere. I più cadrebbero dalla sedia sbeffeggiando con sufficienza chi, affetto da utopici infantilismi da film Disney, avrebbe osato anche solo immaginare tale scenario, o magari qualcuno zitto zitto inizierebbe ad assaporarne la sensazione, ma solo in quei quattro sognanti minuti di canzone per poi ricadere nei vortici d’ansia, fretta, paure, luoghi comuni e pregiudizi che sembrano essere saldamente al comando del nostro quotidiano.

 

Non siamo forse ancora pronti ad immaginarci Felici. Dopotutto in molti potrebbero ancora stupirsi o sgranare gli occhi dinnanzi all’ Happy-ballo sorridente dei ragazzi e delle ragazze con Sindrome di Down, o a quello autentico e spensierato degli atleti dello sladge hockey o alla danza armonica di una carrozzina, di studenti, disoccupati, di uomini e donne di età differenti…insieme.

 

Qualcuno inizierà a parlare di strumentalizzazione, si chiederà come sia possibile. Non siamo abituati a contemplare la felicità, la consideriamo quasi estranea, inadeguata, impossibile nelle situazioni che reputiamo difficili, sofferenti o motivo di stress e preoccupazioni. Alle volte la rifiutiamo, la consideriamo irraggiungibile, perché la identifichiamo con la totale mancanza di problemi,di ostacoli, quando invece potrebbe rappresentare proprio l’atteggiamento che ci permetterebbe di affrontarli e viverli con uno spirito nuovo. Oppure non la manifestiamo, per paura…si per paura di avere poco “tatto” nei confronti altrui, di essere fuori luogo, di uscire fuori dal classico sistema opprimente dominato da cliché e frasi di circostanza che risulta sempre politicamente corretto, ma utile solo a non esporsi troppo, a mantenere le distanze tra le persone.

 

Dopotutto esprimere Felicità in tempo di crisi sembra essere diventato quasi offensivo, può risultare addirittura motivo di vergogna se ci convinciamo che disagi, differenze, cambiamenti siano da vivere con rispettosa compostezza e, possibilmente, per conto proprio.

 

Se invece fosse proprio la Felicità la chiave di un cambiamento epocale, in noi stessi prima che negli altri? Se ci convincessimo nuovamente che la Felicità è sentimento di questo mondo e non solo prerogativa angelica da godersi dopo anni di sofferenze.

 

“Sunshine she’s here, you can take away”, i raggi del sole sono qui tu puoi portarli via.

 

Di sole ce n’è per tutti, scegliamo i nostri raggi e teniamoceli stretti mostrandoli al mondo con orgoglio, soprattutto nei momenti bui.

 

Happy ha dimostrato come il desiderio di Felicità sia ancora vivo nelle persone, come ci si possa aggregare, unire sulle note di una canzone, nei sorrisi, nei balli ironici ed imbarazzati. Ed in ciò torniamo a mostrare la nostra umanità, in ciò ritroviamo quel senso comune troppo spesso soffocato dalla frammentazione, dal giudizio, dalle diffidenze.

 

Forse è questa la strada per abbattere le barriere, per ritrovarsi con il nostro bagaglio di esperienze, con le nostre diversità, sotto lo stesso cielo.

 

Tutti possiamo essere felici, tutti abbiamo il diritto di poter essere felici. Se quest’idea potesse innalzarsi a principio e sostituirsi a quelle logiche di mercato, di interesse, di futile innovazione molte cose forse potrebbero cambiare.

 

Amarsi e amare un po’ di più gli altri, non è utopia, soltanto volontà. Aprire il cuore significherebbe aprire anche le menti, donare attenzioni, accogliere gli altri superando gli individualismi, preferendo il dialogo al pregiudizio.

 

 

Tutto questo potrà sembrare un messaggio banale e fiabesco. Al giorno d’oggi c’è bisogno di proposte tangibili, di piani, progetti, carte, bandi…e teorizzare un po’ più d’amore e di felicità fa anche ridere ormai. Mi consola il fatto che ridere sia già un buon punto di partenza per esser tutti un po’ più…Happy.

 

“Love is too happy to bring me down”, l’amore è troppo felice per buttarmi giù.

 

Qui di seguito ecco alcuni dei video Happy:

 

– Happy Torino, il video su disabilità e diritti

 

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=k8JxHgSlN_E” /]

– L’Happy Video del Team Italy di Ice Sladge Hockey

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=QgM5_1SfEm4″ /]

– Happy from Cuorgnè – Alla Corte di Re Arduino

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=x9zfk8laD7U” /]

– Il ritmo di Mirafiori Sud

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=Ln4j2z694nw” /]

 

– Happy astigiano

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=QlLwuoax4kw” /]

 

– Il Video da Novara

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=NShanT9OuBU” /]

– La Sindrome di Down sulle note di Happy

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=aCJQAm_uKyg” /]

 

Per Volonwrite

Stefano Martino

 

Categories: News

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