La Salute in Comune - 2014

Salute e Immigrazione: uno sguardo sui rifugiati

imagesLunedì 7 luglio 2014, a proposito del tema Salute ed Immigrazione, Cristina Molfetta, Referente dell’Area Progetti Rifugiati della Pastorale Migranti di Torino ha illustrato le attività della stessa.

Questa realtà offre informazioni sull’ingresso e sul soggiorno in Italia, sulle risorse cittadine per gli stranieri, su tempi e modalità di accesso; si occupa della compilazione telematica e del controllo della documentazione per il rinnovo del permesso di soggiorno, della carta di soggiorno, del ricongiungimento familiare e della cittadinanza italiana.

Tra le varie attività, inoltre, accompagna gli utenti nella redazione di curriculum vitae, offre orientamento e sostegno nella ricerca del lavoro e organizza corsi di italiano; svolge servizi di accompagnamento e di sostegno psicologico a rifugiati e richiedenti asilo politico e promuove progetti rivolti alle donne che decidono di abbandonare la prostituzione.

L’ufficio Pastorale Migrante ha due sedi: presso quella centrale transitano, ogni giorno, fino a 300 migranti,  tra cui anche richiedenti asilo e rifugiati: per questi ultimi, l’Ufficio, in collaborazione con il Comune di Torino, si occupa di alcuni servizi base, come la distribuzione di marche da bollo per chi non può comprarle.

Vi sono poi due servizi specifici, sempre dedicati ai richiedenti asilo e rifugiati: il primo è Il Punto di Domande, ufficio aperto nel 2008 per aiutare le persone nella preparazione alla Commissione territoriale, che dovrà poi decidere se concedere loro il permesso di soggiorno, permettendo così di sostenere quegli individui che non erano seguiti da altri progetti nazionali e che quindi non avrebbero potuto usufruire di quel tipo di trattamento specifico.

Il secondo servizio, aperto nel 2010, è una redazione permanente che ha creato un dossier cartaceo di LaTerza e che negli ultimi tre anni ha prodotto un osservatorio fisso online sui rifugiati dal titolo www.viedifuga.org.

Inoltre la Migrantes, insieme alla Caritas, ogni anno pubblica un dossier sull’immigrazione e ad ottobre 2014 uscirà il primo rapporto rifugiati caritas e migranti.

Il sostegno è anche presente all’interno delle case occupate per dare un supporto alle persone: questo tipo di costruzioni a Torino sono ormai nove e ospitano circa 800 abitanti all’interno.

In Italia le statistiche dicono che circa il 50% dei richiedenti ottiene il diritto di asilo ed il permesso di soggiorno: nonostante i media sostengano che le problematiche derivino dagli sbarchi nel nostro Paese e dalle malattie infettive, in realtà la maggior criticità in Italia dipende dal fatto che non sia mai stato avviato un sistema strutturato di accoglienza ed assistenza a queste persone.

Per questo motivo, la difficoltà non è tanto nel numero di immigrati che sbarca nel nostro Paese,  bensì deriva dal fatto che da quando l’Italia ha firmato la Convenzione di Ginevra nel 1954 non siano stati istituiti dei reali percorsi di presa in carico.

Il problema più grave, oltre quindi ad una discriminazione nelle possibilità (che cambia da Regione a Regione, da Città a Città), è sito nella mancanza di percorsi di accompagnamento anche per chi abbia già ottenuto un permesso di soggiorno: la maggior parte delle persone che ne sono in possesso, infatti, si ritrova poi per strada, al di fuori delle case di accoglienza, come se bastasse questo documento per vivere un’esistenza pari ai cittadini italiani.

Dei 50% che ottengono il permesso di soggiorno, quindi, dal 50 al 70% finisce in mezzo ad una strada: il momento più drammatico si verifica proprio in questa circostanza.

L’Europa ha dato e dà un aiuto economico all’Italia per affrontare il fenomeno degli sbarchi: il problema è che il nostro Paese con quei soldi non ha strutturato un sistema di accoglienza funzionale, pertanto finchè non sarà colmata questa lacuna è comprensibile che l’Europa si dimostri restìa a prodigarsi ulteriormente.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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