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Saper ascoltare le persone con disabilità

Un progetto di reale partecipazione
Un gruppo di persone con disabilità si è raccontato in un video. Liberamente. Senza filtri. Un coinvolgimento mirato a costruire servizi sempre più partecipativi. Che sappiano ascoltare la voce di chi li vive.

«Aspects and Milestones Trust» è un’organizzazione con sede a Bristol che fornisce servizi residenziali e domiciliari a persone con disabilità (difficoltà di apprendimento, disturbi mentali permanenti e disabilità fisiche). La filosofia è quella di fare in modo che la partecipazione degli utenti contribuisca allo sviluppo dell’organizzazione, concorrendo anche alla formazione dello staff. I coordinatori e i formatori interni erano quindi interessati a far sì che gli utenti avessero voce in capitolo nel mese di tirocinio previsto per i nuovi assunti. L’ideale sarebbe stato coinvolgere gli utenti in ogni ciclo di formazione dei neoassunti, ma era difficile riuscirci includendo tutte le volte delle persone realmente rappresentative: si rischiava quindi di trasformare il coinvolgimento in una partecipazione soltanto di facciata. È così emersa l’idea di produrre un video, costituito da interviste agli utenti di diversi settori dell’organizzazione.

La maggior parte delle persone che hanno deciso di partecipare al video presenta una qualche difficoltà di comunicazione, per cui era probabile che molti di loro non avrebbero utilizzato il linguaggio verbale come principale mezzo di comunicazione. Anche per questo il video ha rappresentato un mezzo molto utile per agevolare la loro espressione. Ed effettivamente così è stato, sotto vari punti di vista. Ad esempio, lo spettatore che deve interpretare la comunicazione può basarsi sul linguaggio del corpo oltre che su quello verbale: dunque la «voce» dell’utente non è solo ciò che si sente, ma anche ciò che si vede. La tentazione di «guidare» i partecipanti, di farli parlare con la voce degli operatori, c’è stata, ma la finalità andava oltre il contenuto contingente. Da un lato gli operatori volevano che i partecipanti si esprimessero sulla qualità dell’assistenza e sui requisiti che cercano nel personale di sostegno, dall’altro speravano anche di mettere in discussione nozioni e stereotipi consolidati riguardo alle persone con difficoltà di apprendimento.

Fonte: lavorosociale.com

(s.c./s.f.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?