La Salute in Comune - 2015

Scrivere la propria storia

Nella serata di giovedì 9 luglio, in occasione delle Pillole di Salute dedicate al counselling, Volonwrite ha intervistato Rodolfo Sabbadini, direttore della Scuola di Counselling Drammaturgico di Torino.

Disciplina ancora poco nota, la coscienza drammaturgica deriva direttamente dalla coscienza psicologica. La differenza sostanziale tra le due discipline è che la psicologia, mediante l’analisi, tende a scatenare profonde dinamiche psichiche, volte al cambiamento del paziente sulla base delle sue esperienze passate, in modo da affrontare al meglio un problema. L’attività di counselling, invece, fa leva sulla riscoperta delle risorse personali con la finalità di utilizzarle al meglio nelle relazioni personali e sociali.

Il counselling drammaturgico, nello specifico, richiede di porre come oggetto di lavoro esclusivamente l’identità narrativa del paziente: counsellor e paziente sono i coautori di un dramma ed entrambi contribuiscono a crearne una sceneggiatura e una storia. Entrambi collaborano come in un rapporto tra editore e scrittore ma a quest’ultimo viene dato il compito di scrivere la sua storia vista dall’esterno, sulla base di un prologo, ovvero sulla base della propria situazione problematica. Attraverso vari procedimenti di confronto, si arriverà alla costruzione di una storia in cui il paziente diventa attore protagonista e saprà gestire al meglio le sue scelte di vita che lo porterano alla realizzazione dell’obiettivo.

La scuola propone corsi formativi di tre anni, circa 150 ore all’anno. Per saperne di più consultate il sito  oppure mandate una mail info@counsellingdrammaturgico.it

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The Author

Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!