Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Sabato 23 Febbraio nella casa del quartiere di San Salvario, il Comune di Torino, nella sua articolazione denominata Passepartout, l’Associazione Nessuno tocchi Mario, nella persona di Armanda Salvucci, e l’Associazione Volonwrite hanno presentato il progetto Sensuability  per parlare di disabilità e sessualità. L’obiettivo del progetto è  contribuire a debellare attraverso un lessico divertente, ironico e leggero le barriere culturali che la nostra società ha costruito intorno ai termini “disabilità “ e “ sessualità”, sia se trattati nell’ambito della loro autonomia semantica, sia se analizzati ponendoli in relazione.

 La società deve ridurre gli ostacoli fondati sul raggiungimento di un modello di normalità sessuale, rivedendo le concettualizzazioni  relative alla disabilità. Lo scopo di Sensuability è offrire un percorso che aiuti i suoi fruitori a cancellare i pregiudizi e gli stereotipi legati ai temi relativi alla sfera intima, attraverso un insieme composito di forme d’arte, come filmografia, fumettistica e fotografia. Tutti questi linguaggi devono contribuire a sostituire nell’immaginario comune l’idea di “corpo perfetto”, a favore di un erotismo fondato su un’anomala fisicità. Questo deve far sì che le persone con disabilità motoria non siano viste dalla collettività come asessuate, angeliche oppure bambine.

Le persone con disabilità, al pari di tutte le altre, hanno infatti una loro personalità e conseguentemente un loro specifico carattere. Ciò vuol dire che devono conoscere i loro corpi da un punto di vista prettamente sessuale e non solo da quello puramente legato ad una nozione dai contorni più sfumati di affettività.

I media dovrebbero allora parlare di disabilità ogni giorno, così come la Scuola e la Famiglia, aiutando la collettività a comprendere che involucri, seppur talvolta abnormi, devono essere accettati portando le stesse persone con disabilità a non vedersi né come vittime, né come eroi, e quindi a non veicolare tenerezza, apparendo all’esterno forzatamente buone, sincere ed amorevoli.

Gli insuccessi sentimentali e sessuali che possono riguardare i soggetti con disabilità sono strutturalmente e concettualmente identici a quelli che possono coinvolgere persone normodotate. Nell’ambito di una relazione amorosa o di un’interazione sessuale le persone con disabilità possono sentirsi rifiutate come può accadere a chiunque altro. Chi ha una disabilità può anche appartenere, senza specificità legate alla sua menomazione, al gruppo omosessuale. Ciò non deve stupire.

Attraverso Sensuability si pone l’accento  in particolare sul fatto che le persone  affette da una menomazione che coinvolge la sfera cognitiva hanno diritto di esprimere la loro emotività anche all’interno di rapporti intimi. Sposare tale logica vuol dire essere coscienti del fatto che i soggetti con disabilità cognitiva avvertono pulsioni di natura sessuale che è opportuno incanalare portando la persona a cogliere per esempio che è opportuno evitare di masturbarsi in luoghi pubblici o in presenza di altri.

Per fronteggiare le situazioni qui esposte sarebbe necessario che l’Italia si dotasse in termini legislativi della figura dell’assistente sessuale che dovrà avere il compito di aiutare chi è più in difficoltà rispetto all’espletamento di un’esigenza così naturale, senza che questa figura sia in alcun modo ricondotta a fenomeni inseribili nel mercato del sesso a pagamento e della prostituzione.

A Scuola e all’Università pertanto dovrà trovare spazio una seria educazione sessuale ed affettiva, progettata a livello di programmi da sessuologi, psicologi, pedagogisti e sociologi. In quanto sociologo spero di potermi occupare di questi temi all’interno del Servizio Disabili dell’Ateneo di Torino. A mio parere progetti come Sensuability sono molto importanti e andranno implementati magari con il mio modesto, ma costante apporto.

Per Volonwrite

Niccolò Ghirardi

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