News

Siamo alla frutta


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /web/htdocs/www.volonwrite.org/home/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /web/htdocs/www.volonwrite.org/home/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

1Venerdì 19 luglio – Siamo alla frutta è un libro scritto a quattro mani da Elena Accati – professore associato di Floricoltura presso l’Università degli Studi di Torino e direttore del Corso di Perfezionamento Universitario su Parchi, giardini e aree verdi e della Scuola di Specializzazione in Parchi e Giardini – e Mina Novello – giornalista e coordinatrice dell’attività di Sapori Biellesi.

Il libro nasce dalla constatazione che nei ristoranti, più o meno stellati, la frutta compare raramente. Partendo da queste considerazioni le due autrici hanno deciso, da brave cultrici del cibo, di raccogliere ricette sfiziose per invogliare la gente a consumare più frutta, alimento spesso trascurato ma indispensabile. Infatti, è ricca di vitamine, sali minerali e sostanze utili alla nostra salute.

Il libro contiene quattrocento ricette per 34/35 frutti – nostrani e tropicali – in ordine alfabetico e presenta una parte introduttiva di strumenti che si impiegano in cucina e delle schede botaniche per ogni frutto che spiegano da dove arriva, come si coltiva, le varietà e le ricette più svariate, da quelle adatte ai bimbi, alle preparazioni salate o dolci con ortaggi o altri ingredienti.

Nell’angolo della chiacchiera de La Salute in Comune, Bruno Gambarotta – scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico – ha condotto la presentazione del libro.

 

Bruno, cosa l’ha colpita di questo libro e da cosa è nato il piacere di presentarlo?

Innanzitutto dalla stima verso le due autrici, che non sono improvvisate, ma sono due grandi studiose. In Italia escono circa novecento libri di cucina all’anno e quasi tutti sono scritti perché è un filone redditizio, non tanto per passione. In questo caso, invece, c’è uno studio degli argomenti.

Il libro è molto bello perché è sistematico, si va dalla A alla Z, i frutti sono tutti preceduti da una scheda tecnica molto chiara ed esaustiva nella quale sono riportate anche tutte le ricette sia dolci, sia salate. Ci sono, poi, delle finestre con le autrici che raccontano episodi personali di vita vissuta, la loro infanzia, i loro incontri con i frutti, un tocco di umanità e soggettività molto bello.

E’ un libro sacrosanto per molti motivi.

Intanto perché c’è questa battaglia contro l’impoverimento delle specie dei frutti e naturalmente si tende a coltivarne poche qualità per privilegiare quelli che sono più appetibili sul mercato, non tanto per il gusto quanto per aspetto e dimensioni. Il libro ci permette di conoscere un mondo fantastico che va scomparendo.

 

Elena, il libro si sviluppa su diversi filoni. Uno di questi è quello dei frutti scoparsi.  Inoltre mi permetto un gioco di parole sulla frutticultura…siamo davvero alla frutta in Italia?

Un problema molto attuale è la perdita di bio diversità. Noi perdiamo continuamente del germoplasma che è utilissimo, questo perché mangiamo di più con gli occhi che con il palato e quindi ci accontentiamo di poche varietà. C’è un grande lavoro degli istituti di ricerca per recuperare questa bio diversità che è molto utile nei lavori di miglioramento genetico per permettere incroci di frutta che abbiano determinate caratteristiche alimentari. Nel libro sono riportate fotografie dei frutti dei Roda, frutti perduti disegnati dai fratelli Roda. Centosettanta tavole a colori, che sono protagoniste del libro I giardini dei frutti perduti, basato su del materiale dell’archivio storico di Torino.

 

Bruno, durante l’intervento ha detto che non è facile scrivere un libro di ricette e che sarebbe un buon esercizio per imparare a scrivere…

Fossi un insegnante di italiano chiederei ai ragazzi di esercitarsi a scrivere come tema un verbale di contravvenzione, una constatazione amichevole: una delle cose più difficili è far stare in dieci righe le dinamiche di un incidente. Anche la ricetta è difficile perché è assertiva, dà ordini e indicazioni. Non può essere troppo tecnica ma non può eludere dei passaggi perché magari si rivolge a lettori non molto esperti di cucina.

 

Vi siete fatti un’idea della manifestazione la Salute in Comune?

Bruno: La giudico ottimamente perché una manifestazione sulla salute è interessante ed è un modo amichevole per parlare di argomenti che solitamente vengono affrontati in modo terroristico. Punta molto sulla prevenzione e la gente è sempre più interessata a queste tematiche, le segue volentieri se poste in modo più informale.

Elena: E’ un ambiente molto piacevole e abbiamo mangiato benissimo. Un fantastico e positivo modo di aggregarsi. Tanti giovani e tante famiglie, insomma un modo intelligente di trascorrere la serata imparando anche qualcosa.

 

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

Post precedente

Star bene...mangiando

Prossimo post

Nati per Leggere

The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *