Sochi 2014

Sochi, un azzurro su tre parla piemontese

7LIOJ2LU2616-kzyH-U10102940524088Xu-568x320@LaStampa.itAndrea Chiarotti, capitano della nazionale azzurra di sledge hockey, sarà il portabandiera azzurro nella cerimonia inaugurale, il 7 marzo

Se all’Olimpiade i piemontesi erano soltanto una minima parte della pattuglia azzurra, tutto cambia per la Paralimpiade che scatta venerdì. Tra subalpini doc e acquisiti, sono ben dieci gli atleti che rappresenteranno il Piemonte a Sochi, quasi un terzo rispetto alla totalità della spedizione, composta da 35 unità. Quattro saranno gli atleti sulla neve, tutti all’esordio in una Paralimpiade. A partire da Nicolò Orsini, 27enne dello Ski Team Cesana, specializzato in gigante e Super-G tra gli Standing. Stessa disciplina e stessa categoria per il sedicenne Andrea Valenti, tra i più giovani del gruppo azzurro. È valtellinese ma oramai è di casa sulle nevi piemontesi anche il 22enne Luca Negrini, tesserato per la società Freewhite Ski Team: partito come skiman, è diventato nel corso della stagione la guida del trentino Alessandro Daldoss, conducendolo alla conquista della Coppa del Mondo tra i Visually Impaired. I due proveranno a ripetersi sulle piste di Rosa Khutor, puntando soprattutto sulle discipline veloci. L’ultimo a scendere in pista, il 14 marzo, sarà il 29enne moncalierese Fabio Piscitello (Sport Di Più), che si cimenterà nello snowboard cross, novità del programma paralimpico.

Lo zoccolo duro

Dei subalpini sarà però sul ghiaccio. Nello sledge hockey, infatti, sono ben sei i giocatori provenienti dalla compagine torinese dei Tori Seduti, già campioni europei nel 2011 con la Nazionale: il portiere Gabriele Araudo, il difensore Giuseppe Condello e gli attaccanti Valerio Corvino, Andrea Macrì, Gregory Leperdi e Andrea Chiarotti. Quest’ultimo (48 anni) è capitano di lungo corso della squadra azzurra e sarà portabandiera italiano nella Cerimonia d’apertura del 7 marzo (diretta Rai 3 ore 17 italiane). Chiarotti è tra i padri fondatori dello sledge azzurro insieme all’italo-francese Leperdi, classe 1973, che è stato uno dei pionieri nel nostro paese anche del parasnowboard, poi lasciato per l’hockey. Il 42enne di origini siciliane Giuseppe Condello, invece, l’ha scoperto guardando in tv i Giochi di Torino 2006. Sochi sarà la sua seconda Paralimpiade, come per Gabriele Araudo, 39enne di Carmagnola, il saggio del gruppo, che ha ricevuto un augurio speciale da parte del collega Gigi Buffon. Una presenza a Vancouver anche per Valerio Corvino, 38 anni, appassionato di arti marziali e soprannominato «Cavallo pazzo». Infine, c’è Andrea Macrì, 22 anni, sopravvissuto al crollo del tetto del liceo Darwin, che ha saputo guardare avanti grazie allo sport, a partire dalla scherma, in cui nel 2012 ha ottenuto un argento ai Mondiali e un 4° posto alla Paralimpiade di Londra. Grazie all’hockey, si appresta a vivere i suoi primi Giochi Invernali. Ovviamente, con lo stesso sogno di due anni fa: una medaglia.

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?

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