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Studenti ingegneria inventano sistemi hi-tech per disabili


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Si tratta di una sedia a rotelle che si sposta con movimento occhi e un esoscheletro

Un gruppo di giovani studenti romagnoli di 19 anni vola alla conquista della Silicon Valley, con due invenzioni hi-tech: una sedia a rotelle che si sposta in base al movimento degli occhi e un esoscheletro che aiuta i movimenti delle persone affette da disabilità grazie agli impulsi dei loro stessi muscoli.

Orion, questo il nome dell’esoscheletro, è stato ideato dal diciannovenne Mattia Strocchi, studente di ingegneria dell’automazione a Bologna, e si compone di una scheda elettronica e di un sistema meccanico. La prima permette di visualizzare e analizzare sul computer i segnali muscolari raccolti tramite gli elettrodi applicati agli arti, mentre la seconda parte si muove dando più forza all’arto quando arriva il segnale che il muscolo si vuole muovere. Orion si contraddistingue per la notevole leggerezza rispetto ad altri strumenti simili. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Maker Station Fab Lab Bassa Romagna appartenente alla Rete Mak-Er, la rete regionale della manifattura digitale gestita da Aster.

Un altro team di giovani universitari di 19 anni ha invece realizzato Optical Wheel Chair, la sedia a rotelle che si comanda con gli occhi e le espressioni del viso, grazie, anche in questo caso, al supporto del Fab Lab Romagna. Per rilevare il movimento delle pupille e delle espressioni facciali viene utilizzata una particolare camera dell’Intel di ultima generazione, che invia le informazioni a un computer che a sua volta le trasmette via bluetooth a un microcontrollore che muove le ruote. I progetti sono stati i vincitori del premio MaketoCare di Sanofi Genzyme, il contest che per il secondo anno ha premiato le innovazioni tecnologiche a sostegno di persone con disabilità. I vincitori hanno la possibilità di partecipare a un percorso formativo in Silicon Valley organizzato da Aster, la società della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l’innovazione, attraverso il proprio presidio in California.

Fonte: ansa.it

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?