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Sulla Rai, i disabili intervistano i migranti

Prendete quattro ospiti di una comunità per disabili – più precisamente la Comunità XXIV luglio handicappati e non dell’Aquila che da anni svolge attività di assistenza, ricreazione e formazione diurna di ospiti con disabilità fisiche e mentali – e immergeteli nel mondo del giornalismo, inviati d’eccezione con microfono e videocamera alla scoperta di altre persone che vivono un disagio: i migranti. Persone dalla pelle di un colore diverso forse, ma con un presente di discriminazione comune. Il risultato di questo esperimento è un documentario (che andrà in onda sabato 25 febbraio alle 23,50 sul Tg2 Dossier e il giorno dopo verrà trasmesso invece alle 19,20 su Tv2000). Un documento video fuori dai canoni a cui siamo abituati, forse, ma verace, concreto, semplice.

Disabili e migranti, così lontani per tradizioni, lingua e cultura, ma ugualmente differenti ed estranei per le persone cosidette normali.  «L’anno scorso a primavera furono organizzati dalla comunità alcuni incontri sul tema del reportage e del giornalismo – spiegano i responsabili del progetto – e nacque l’idea di realizzare un documentario in cui i “giornalisti” fossero proprio loro, alcuni degli ospiti della comunità». Un rapido brainstorming, in cui tutti lanciarono le loro idee, compresa quella di fare una specie di “Sereno Variabile” per raccontare le bellezze dei paesi di montagna, e alla fine della discussione venne fuori l’idea: visitare quei paesi che stavano accogliendo i migranti in maniera da rendere la storia più attuale. Detto fatto: 4 disabili si sono messi in viaggio su un pulmino e hanno girato insieme a una troupe di professionisti l’Appennino (Marche, Molise e Abruzzo) fermandosi in quelle cittadine che accoglievano i migranti. In veste di giornalisti hanno posto domande ai migranti, agli anziani in piazza, ad accolti ed accoglienti. E alla fine il loro stupore ingenuo e diretto sembra dipingere il ritratto inedito di una Italia migliore di quella impaurita e arrabbiata che siamo abituati a raccontare ogni giorno. Già perché troppo spesso in una corsa al populismo più becero ci si dimentica delle persone. E dei più piccoli che come ci ricorda Save the children sbarcano a migliaia sulle nostre coste per poi sparire nel nulla, vittime innocenti di traffici di corpi e di organi. I dati ufficiali parlano di quasi 26.000 i minori soli, anche giovanissimi, arrivati via mare nel 2016.Quelli registrati nel primo mese del 2017 sono il 24% in più rispetto a gennaio 2016. Come non unirsi al coro di coloro che chiedono una legge che li protegga in maniera più efficace?

Post scriptum

Il documentario, inedito in Italia, ha avuto già un primo battesimo nel dicembre scorso alla 25ma Biennale d’arte di Osijek, Croazia Borders of visibility con una menzione speciale della giuria.

Fonte: corriere.it

(s.c./iab)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?