La Salute in Comune - 2015

Terapia a 4 zampe: ecco la UAM

Venerdì 3 luglio, serata a 4 zampe: il tema è stato la pet therapy, la disciplina che prevede un approccio alla persona attraverso la mediazione con gli animali.

L’Associazione UAM, UmAnimalMente (Umani, Animali e Mente) è stata tra le protagoniste del dibattito: essa si propone di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso un’apposita Scuola e percorsi di Pet Therapy ed educazione cinofila.

Ai microfoni di Volonwrite Miriam Borra, Presidente di UAM, e Arianna Pallard, del consiglio direttivo dell’Associazione, hanno raccontato la loro esperienza.

Il focus d’attenzione è appunto la pet therapy,  interventi assistiti con i cani per realizzare progetti di educazione, attività e terapie nelle scuole con i bambini, nei centri con gli anziani e con persone con disabilità fisiche o cognitive.

C’è la possibilità anche per gli esterni di frequentare corsi di formazione e proprio nel 2015 sono uscite le linee guida nazionali con un accordo tra Stato e Regioni; queste direttive organizzano la pet therapy sul territorio nazionale, riconoscendola. Si è dato così spazio a professionisti che, insieme ai propri animali, si impegnano a garantire benessere con terapie e interventi . I corsi di formazione sono costituiti da un numero consistente di ore che prevede uno studio teorico correlato ad un tirocinio pratico.

Il gruppo di lavoro è formato da una équipe multidisciplinare con figure professionali   diverse –tra cui educatrici cinofile- che strutturano progetti e realizzano poi azioni sul campo da quasi sette anni.

Tra le varie soddisfazioni raggiunte vi è sicuramente quella relativa a “Piccoli amici a 4 zampe”, progetto finanziato dalla Provincia e realizzato in collaborazione con la Città di Torino, oltre ad impegni ambiziosi intrapresi co la Cooperativa Sociale Puzzle ed il poliambulatorio medico Villa Iris.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!