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Tommy 2.0: il dissuasore anti-furbetti dei parcheggi per disabili.

«Dietro un cartello c’è un essere umano. Chi non rispetta i divieti toglie a quella persona serenità e qualità della vita». A dirlo è il giornalista Gianluca Nicoletti, papà di un ragazzo autistico, che ha inventato un dissuasore per i parcheggi disabili in concessione sperimentato per la prima volta in collaborazione con il I Municipio, Aci e Aci Consulting.

Nel posto auto con strisce gialle in via Tommasso Gulli (davanti alla sua abitazione, nel quartiere Prati), ieri mattina è stata installata una piastra elettrica con allarme per disincentivare i furbetti dalla sosta illegale. Il dissuasore, di 30 centimetri per 30 e dotato di un sensore, si chiama “Tommy 2.0”, come Tommaso, il figlio di Nicoletti. «Il titolare del parcheggio — spiega l’ideatore, che è anche presidente di Insettopia onlus — ha un telecomando. La piastra suona se il parking viene occupato abusivamente».

Due anni fa Nicoletti aveva progettato un dissuasore a scomparsa, ma il ministero dei Trasporti lo contestò per una vecchia norma del codice della strada. «In questo caso, invece — spiega il giornalista — abbiamo avuto il nulla osta. Alla sindaca Cinque Stelle, Virginia Raggi, chiedo di incontrare subito Tommaso e me. Il Comune deve adottare il progetto per tutti gli spazi di sosta con concessione per i disabili. La prima cittadina si faccia garanti dei diritti di tutti».

Intanto, l’appoggio è arrivato dal I Municipio e dal XIII, dove sempre ieri un’altra piastra “Tommy.2” è stata installata in via di Forte Boccea. «Useremo il dissuasore nei 350 spazi di sosta riservati ai disabili del I Municipio — annuncia la presidente, Sabrina Alfonsi — sarebbe un piccolo ma significativo passo in avanti verso la città che vorremmo, dove le regole basilari della convivenza civile e i diritti dei soggetti più fragili vengano riconosciuti e rispettati da tutti».

I fondi verranno inseriti nel bilancio del I Municipio, che cercherà il sostegno dell’Aci e la collaborazione con gli sponsor. Il costo di ogni dissuasore è di circa 200 euro. Un tentativo per alleviare il dramma quotidiano di chi vive in una città piena di barriere architettoniche. «Mio figlio Tommaso ha 18 anni, è autistico e soffre di ansia e attacchi epilettici, non può camminare da solo. Pesa 90 chili e deve essere accompagnato ovunque in auto, altrimenti dobbiamo tenerlo sottobraccio», racconta Nicoletti. «Ciò che la gente non capisce — prosegue — è che quando parcheggia su un posto per disabili compie un furto, ruba la serenità e la vita a un disabile».

Negli anni, il papà di Tommaso ha visto di tutto «persone sulla sedia a rotelle che mettevano scatoloni o cartelli nello spazio di sosta per evitare di trovare il parcheggio occupato» e ha sentito, da parte degli incivili, le scuse più assurde. «Una sera ho atteso per ore, con Tommaso, il proprietario dell’auto parcheggiate nelle strisce gialle riservate a mio figlio — racconta Nicoletti — era un avvocato e sosteneva che dopo le 20 aveva diritto di parcheggiare anche lì».

Ma, dice con amarezza il papà di Tommy, «mio figlio non è un pacco del carico e scarico merci, con degli orari. Mio figlio è autistico, è una persona, ha una vita e dei diritti. Non può vivere da recluso, non può e non deve essere prigioniero dell’ignoranza di chi non rispetta la sua disabilità, la sua sofferenza e, ovviamente, le leggi».

Fonte: lavocedeltrentino.it

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?