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Torino + Cultura Accessibile diventa associazione

Il progetto Torino + Cultura Accessibile è diventato una ONLUS. Giovedì 2 marzo, presso Palazzo Barolo a Torino, è stata siglata la nascita della nuova associazione, voluta dalla Fondazione Carlo Molo per garantire l’accessibilità alla cultura alle persone con disabilità sensoriale.

La Fondazione Carlo Molo nacque nel 1993, su iniziativa della Dottoressa Mariateresa Molo, con finalità di solidarietà sociale nell’ambito dell’afasia, della sessuologia e delle neuroscienze, svolgendo attività sociali, socio-sanitarie e di ricerca scientifica. Le sue attività, nel corso degli anni, si sono notevolmente strutturate, arrivando a coprire capillarmente : attività culturali e laboratoriali, informazione, formazione, ricerca e diagnostica.

Il progetto Torino + Cultura Accessibile opera da alcuni anni per promuovere e realizzare, in collaborazione e con il contributo di altri enti e istituzioni del territorio piemontese, la resa accessibile delle produzioni artistiche temporanee e permanenti, in modo particolare alle persone con deficit sensoriali. Particolarmente conosciute, in questo ambito, sono le proiezioni accessibili in programma al Cinema Massimo di Torino durante il Torino Film Festival.

La neonata associazione si pone l’obiettivo di creare una rete di attori in grado di influenzare le politiche nazionali legate al mondo dell’arte e della cultura per creare format di accessibilità da applicare all’offerta per i cittadini in modo da condividere costi e realizzare partnership. La Presidenza di Torino + Cultura Accessibile è affidata a Daniela Trunfio (già Responsabile del progetto), mentre la Vice-Presidente sarà Valentina Borsella (già Responsabile Progetti e Comunicazione della Fondazione Carlo Molo). «Nella visione di Torino + Cultura Accessibile – ha commentato Trunfio a Superando.it – , il termine accessibilità si rivolge sia a persone con deficit sensoriali, che a tutte le persone con disabilità sensoriali acquisite nel corso della vita, anche in fase di invecchiamento. L’Italia si trova in una fase regressiva di natalità, con la popolazione che invecchia, e che spesso invecchiando entra a contatto con disabilità di vario tipo. Essa, quindi, dovrà sempre più pressantemente essere inclusa nelle politiche del welfare e della salute. A questo binomio riteniamo sia imprescindibile unire le politiche culturali, poiché è noto da tempo che migliorano la qualità della vita e il senso di benessere globale dell’individuo». «Un’attenzione diffusa all’accessibilità – aggiunge – favorisce anche l’inclusione di soggetti a basso tasso di scolarizzazione, oltre alle fasce deboli della popolazione, cosi come agli stranieri (siano essi turisti occasionali o immigrati recenti) e ai bambini con BES (Bisogni Educativi Speciali)»

Alla cerimonia di presentazione c’era anche l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Francesca Leon, che ha commentato così la nascita dell’associazione: «La cittadinanza passa anche per la possibilità di partecipare alla vita culturale. Lo scopo di questa iniziativa è dare la possibilità di farlo in autonomia a tutti».

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Marco Berton

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