Torino Paratour

Torino Grottesca

Portone di Torino- dettaglio Grottesco

Il percorso alla scoperta di Torino Grottesca con Raffaele Palma inizia da via Carlo Alberto angolo Corso Vittorio Emanuele, direzione centro città, per concludersi in Piazza Castello, all’ombra di Palazzo Madama.Si tratta di un tragitto in cui nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione: Raffaele ha studiato l’itinerario nel dettaglio, verificando l’accessibilità dei marciapiedi e individuando quei fregi plastici facilmente raggiungibili dalla mano di un non vedente o di un uomo in carrozzina, in modo tale che chiunque possa senza alcuna difficoltà toccare queste bellezze torinesi e carpirne il significato e le sembianze.

La visita dura in tutto due ore e si snoda tra edifici storici di Torino, quali Palazzo Dal Pozzo della Cisterna (Provincia), Palazzo Asinari di San Marzano (Carpano), Palazzo Carignano, opzionando anche l’ipotesi di una pioggia improvvisa che potrebbe abbattersi sui partecipanti al Paratour, studiando quindi un percorso nelle vicinanze di portici che potrebbero fungere da riparo!

Un viaggio interessante ed emozionante, che ci ha mostrato una Torino dalle sembianze “grottesche”…Ma cosa indica esattamente questo termine?

I mascheroni grotteschi di Torino sono tra le opere cosiddette “di genere“ più interessanti del panorama decorativo italiano. Il Barocco Torinese, famoso in tutto il mondo, sforna e utilizza grotteschi ogni dove: nelle architetture, nelle argenterie e porcellane, nell’arazzeria, nell’artigianato d’arte, ecc.

Il mascherone grottesco barocco nasce come simbolo di forza, eleganza e dissacrazione, ma nel corso degli anni l’espressione dei loro volti ha portato ad interpretazioni assai più fantasiose, come se fossero rappresentazioni di Satana in persona.

Raffaele Palma è il maggiore conoscitore di mascheroni grotteschi del Capoluogo Subalpino: la sua guida, tradotta in numerose lingue ed edita dalla Città di Torino, intitolata “Torino Arguta” ripercorre in sintesi la ricerca espositiva “Ghigni, ringhi e smorfie dal 1500 ad oggi nell’Architettura e nei Monumenti Torinesi”.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

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