Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Laura Baldacchino

Il 17 Maggio, presso il liceo Marie Curie – Carlo Levi di Collegno, i professori Umberto Germanotta e Cinzia Manfredi hanno organizzato un incontro con il noto giornalista sportivo Darwin Pastorin. Il giornalista ha coinvolto gli studenti e i cittadini collegnesi nel racconto della sua carriera e della sua visione del calcio, definendolo come “lo spettacolo che ha sostituito il teatro”, citazione di Pavese.

Questo sport, infatti, è sempre stato il leitmotiv della sua vita, raccontato ricordando con un sorriso i giorni in cui giocava con i bambini del quartiere e con nostalgia il mondiale vinto dall’Italia nel 1982. Già dalle prime battute emerge un’idea di calcio “multiculturale” dove, senza stereotipi o pregiudizi, si può giocare insieme, infatti lo stesso Pastorin è figlio di immigrati brasiliani e ci descrive le potenzialità del gioco come mezzo di integrazione culturale. Questo sport, inteso come un vero e proprio gioco collettivo, è anche un mezzo efficacie anche per parlare di disabilità: ad oggi vi sono numerose associazioni sul territorio di Torino, come ad esempio “Gli Insuperabili”, che sulla scia di questa visione continuano a promuovere un’idea di calcio inclusiva, dove ogni giocatore ha le sue potenzialità è le sue difficoltà, dando la possibilità di giocare al meglio delle proprie capacità.

Il calcio, per questo motivo, viene letto come la storia di una vita o di un personaggio, non solo come un racconto tecnico fine a se stesso. Con questa prospettiva Pastorin iniziò a scrivere di calcio, trasformando le sue più grandi passioni, sport e letteratura, in un lavoro. La sua carriera arrivò all’apice grazie alla collaborazione con Giovanni Arpino scrittore, giornalista e poeta innamorato del calcio e del Grande Torino, con cui strinse un rapporto professionale e amicale.

Inoltre Pastorin ha offerto al pubblico presente un’analisi attenta del contesto italiano nel pieno del boom economico, relazionandolo al calcio e seguendo le orme di Arpino, pioniere di una scrittura giornalistica “da campo”: infatti, con l’avvento di questa nuova era calcistica, i giornalisti iniziarono a seguire ogni partita sul campo, non facendo solo la telecronaca bensì andando a conoscere i giocatori delle squadre ed instaurando delle vere e proprie relazioni con i singoli. Oggi il mondo del calcio è cambiato e i mondiali del 1982 sono il meraviglioso ricordo di una grande vittoria per un’Italia che Darwin ha seguì con una passione che, si spera, possa ritornare al più presto.

Categories: News, Sport&Disabilità

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