Travolti da un insolito destino

Travolti da un insolito destino.
I giovani nella deriva dei legami.

Lunedì 13 ottobre 2014, Cecchi Point Hub Multiculturale: una mattinata dedicata ad un’analisi critica delle trasformazioni che interessano la nostra epoca, mostrando una realtà in continuo cambiamento ed evoluzione.

Un momento socio-culturale che disorienta, relegando i giovani di oggi ad un destino sempre più “insolito” e imprevedibile, segnato dalla precarietà e dalla liquefazione dei legami: quali possibilità si aprono in questo scenario sconosciuto? Quali le riflessioni?

E’ di questo che si è parlato nel Seminario organizzato dal Progetto Aria, centro d’ascolto del Comune di Torino indirizzato ad adolescenti dai 14 ai 21 anni.
ARIA è una realtà di co-progettazione e co-gestione con l’Associazione Strana Idea, la Cooperativa Orso, l’Associazione Jonas, Centro 100 e l’ArciGay di Torino, in collaborazione con il Polo Cittadino della Salute.

Negli anni che stiamo vivendo il focus è sulla prevenzione: occorre investire sul benessere dei cittadini, non solo fisico ma anche mentale.

L’adolescenza non è mai esistita – è l’inizio dell’intervento di Claudio Renzetti, Sociologo – Se si intende l’adolescenza come il momento di passaggio all’età adulta, come concetto di transito e scomparsa: esistono i riti, ma la destinazione è ignota.

Nel dettaglio, l’adolescenza come categoria per spiegare una fase di vita non è mai esistita, come non esiste la famiglia (al singolare): esistono le adolescenze, modi differenti di stare nel cambiamento, nell’incertezza, verso un futuro vago e precario.
Un futuro che è nemico e spaventa: fino al 1967 l’avvenire dei giovani seguiva una sequenza predefinita, il futuro era già stabilito a priori per ogni ragazzo. Il film “Il Laureato”, nella figura di Ben, segna una rottura in questo mondo perfetto: la generazione di quel tempo si ribella, scardina i binari e lotta per l’incertezza.
Oggi, al contrario, i ragazzi ricercano disperatamente quelle certezze non più disponibili: il lavoro fisso, una casa da comprare, una sicurezza economica che pare inarrivabile.
E’ questo il paradosso: viviamo in uno stato di scontentezza perenne, combattuti tra il desiderio di una relazione volatile e non costrittiva –gioia- ma che allo stesso tempo ci incute timore in quanto lieve e inaffidabile.
Come affrontano i giovani questa paura di essere “usati e buttati”? Spesso ricorrendo a rimedi chimici (come le droghe) o tecnologici (Ipad, Smartphone), che fanno sì che le loro vite siano scandite da “protesi”, in un rapporto di sola andata e di dipendenza a tempo indeterminato. Un modo per sentirsi inseriti in un contesto, per colmare il vuoto.

Adolescenze quindi: se da un lato vi sono ragazzi che si rifugiano nelle dipendenze, dall’altro vi sono giovani che si prodigano per l’altro, impegnandosi in attività di volontariato: ci sono mille sfumature, ma “Tutti hanno diritto ad un’opportunità”.

Giovanni Mierolo, Psicoterapeuta, aggiunge – Essere adolescenti vuol dire affrontare un viaggio verso l’ignoto, alla ricerca di una bussola, della scoperta di sé-
Il problema è che oggi i giovani si riconoscono “Travolti da un insolito destino”, trovando più sicurezza in oggetti concreti piuttosto che in rapporti umani: l’amore, la relazione spaventa ed il timore del rifiuto ci illude di bastare a noi stessi.

E’ cambiato il modo di vivere i legami, si ha bisogno di punti fermi: citando lo spezzone tratto dal film Il signore delle mosche “Le leggi sono l’unica cosa che abbiamo, senza quelle siamo persi”.

E in un panorama variegato quanto insicuro, nascono nuove professioni: Michele Marangi ne è un esempio. Lui è un Media Educator, una figura professionale che crea un ponte tra il fenomeno dei Media e la Peer Education. I testi multimediali sono le basi da cui partire per indagare i processi umani, ove il punto di vista diventa fondamentale.
Talmente fondamentale da permettere ad un perfetto sconosciuto come Gabriele Dotti di diventare “qualcuno” nel mondo di Youtube, iniziando una carriera vera e propria che grazie alla popolarità dei suoi video l’ha portato fino in televisione: il suo nome d’arte è Francesco Sole.
Una società in continua evoluzione, che ricerca nuove soluzioni per emergere nel cambiamento:
Michele Marangi ha concluso l’intervento con la proiezioni di due video che riflettono il contesto in cui vivono i ragazzi di oggi:

L’amore ai tempi di WhatsApp di Francesco Sole https://www.youtube.com/watch?v=E3UhVEOz034
e
Look Up – Ho 422 amici, eppure sono solo (analisi sui social network)-
https://www.youtube.com/watch?v=TBfVC0Yz08Y

Claudia Cespites