La Salute in Comune - 2014

Tutti hanno un Quore

vetrofania-singola1Tra i vari protagonisti della serata contro l’omofobia, svoltasi sabato 12 luglio presso La Salute in Comune, vi è stata l’Associazione Quore, nelle vesti di Alessandro Battaglia, suo rappresentante.

L’associazione Quore è un’associazione di promozione sociale che si occupa dei diritti delle persone LGBTQ, allargando il suo sguardo anche al panorama internazionale e favorendo uno scambio sociale, culturale e turistico.

La Sua mission è pertanto quella della lotta alle discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali: la ricerca del riconoscimento di diritti negati in questo Paese. L’associazione si chiama Quore con la “Q”, perchè nasce dal termine internazionale Queer, che identifica una parte della comunità omosessuale, racchiusa nell’acronimo LGBT; da qui l’idea di cambiare la Q in Quore.

Tra i vari progetti dell’Associazione ricordiamo quello intitolato “Vorrei ma non posso“, che rivendica il matrimonio egualitario, il diritto di persone dello stesso sesso di sposarsi, esattamente come se fossero eterosessuali. In Italia non vi sono leggi che autorizzano questa unione, non è concesso. Le nozze sono sia un’esigenza sentimentale che economica, sono la celebrazione dell’amore, desiderio di responsabilità e di presa di cura l’uno dell’altro, a prescindere dall’orientamento sessuale.

Un’altra iniziativa è stata “Piemonte Friendly“, che rivendica il “No all’omofobia”, di cui vi sono loghi adesivi in più punti della città, attività commerciali, musei: sono più di 500 i negozi che hanno aderito a questa campagna. La decisione di distribuire queste vetrofanie ai venditori e a chi le desiderasse è stata una scelta che ha avuto a che fare con la libertà: un bar non deve essere “accogliente nei confronti degli omosessuali”, deve essere “accogliente” e basta, mai discriminatorio. Pertanto il proprietario dell’attività dichiara semplicemente la sua contrarietà alla discriminazione.

Quattro grandi vetrofanie sono presenti anche alle porte di arrivo degli aeroporti, per dare il benvenuto: Torino è una Città che, grazie all’operato delle associazioni di LGBT, si sta aprendo sempre più al tema della lotta all’omofobia.

Purtroppo tanto lavoro è ancora da fare, e lo dimostra la decisione del sindaco di Borgosesia, l’onorevole Bonanno, che ha proposto di fare una delibera comunale multando con 500.00 euro le persone omosessuali che si baciano in pubblico: un’azione incostituzionale, poichè il bacio non rientra nemmeno tra gli atti osceni in luogo pubblico! A questa provocazione ha risposto il sindaco di Trino Vercellese, il signor Alessandro Portinaro, che durante la notte bianca della Città ha lanciato la campagna dal tema “A Trino tutti si possono baciare, perchè Trino Vercellese è un posto libero“.

Un esempio da seguire.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

Post precedente

Pride: per i diritti delle persone LGBT

Prossimo post

Liberarsi dalle catene

The Author

Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *