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Two ruote… is mei che four!


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Sabato 29 giugno – La giornata sabato 29 giugno è trascorsa su due piedi e su due ruote al Polo della Salute.

Dalla camminata nel parco alla presentazione del libro di Sara Rubatto che ci ha raccontato la sua incredibile esperienza da Torino a Gerusalemme su “due ruote” e per concludere, è stato presentato il Progetto Biciplan.

 

La città con la più bella posizione naturale“, così Le Corbusier definì Torino.

Circondata dalla corona di Alpi e colline e attraversata da 4 fiumi, Torino possiede un patrimonio ambientale che poche metropoli al mondo possono vantare, nonchè uno dei più alti standard urbanistici di superficie verde che si presta a tante attività: oltre 240 aree gioco, numerosissime strutture sportive e percorsi ciclabili che in molte aree metropolitane possono sembrare un miraggio.

A Torino, però, la ciclabilità si esprime non solo grazie ad una favorevole situazione topografica ma anche grazie all’attenzione che il Servizio Politiche per l’Ambiente del Comune di Torino dedica a questo aspetto.

Perché?

Perché andare in bici è, dopo camminare, il più semplice e più naturale mezzo di trasporto. Naturale a tal punto che parecchie città non la tengono in considerazione.

Una recente ricerca ha interessato diverse città europee e ha dimostrato che il 50% degli spostamenti motorizzati in città copre una distanza compresa tra 3 e 5 km e il 30% è inferiore a 2 km. Ciò significa che parecchi automobilisti anziché spostarsi in auto potrebbero usare la bicicletta, che è vincente sulle corte distanze. Infatti, un tragitto di 3 km, in bicicletta, si percorre in un quarto d’ora, comprese le operazioni di parcheggio.

Inoltre, la medesima ricerca afferma la necessità di considerare quanti vantaggi la bici comporti: migliora la salute e prolunga la vita, non richiede alcun carburante fossile, brucia calorie, non produce inquinamento atmosferico nè acustico, influenza positivamente il clima sociale e la qualità ambientale, riduce il rischio di incidenti e permette una maggiore flessibilità.

 

Sul Progetto Biciplan, la parola a Giuseppe Conigliaro, dirigente del Servizio Politiche per l’Ambiente della Città di Torino.

Com’è nata l’idea del progetto Biciplan? Cos’è?

Noi partiamo dal presupposto che le grandi città debbano essere governate mediante piani regolatori. Per quanto riguarda la vasta area della mobilità, la Città di Torino nel 2009 ha aderito alla Carta di Bruxelles, il cui obiettivo è che le grandi città che vi aderiscono contribuiscano all’abbattimento degli agenti inquinanti e alla proposizione di nuovi stili di vita come un tipo di mobilità all’interno dell’area metropolitana diversa da quella attuale alla quale siamo abituati.

Nel 2020 l’obiettivo del Biciplan sarà quello di raggiungere il 15% di utenti in bicicletta, con una movimentazione di oltre 75 mila utenti in bici. Oggi gli spostamenti avvengono sempre di più a piedi o in bici. Non solo per ragioni ludiche e turistiche delle persone, ma soprattutto per un’esigenza economica, salutare e rapida. E’ provato che chi si muove in bicicletta si muove più rapidamente nei piccoli spostamenti. E’ importante indurre a stili di vita diversi da quelli tradizionali, come l’utilizzo della vettura, che causa, oltre all’inquinamento, stress, perdita di tempo in coda o nella ricerca di parcheggio. L’amministrazione pubblica ha il dovere di mettere in atto tutte le risorse di progettazione, di sinergia interne e ascolto per soddisfare bisogni dei cittadini. Il Biciplan non solo è un documento di rappresentanza dei diritti, ma un patto scritto diviso in due parti:

  1. Facilitazione del percorso ciclabile già esistente con l’implemento del numero di piste, secondo il modello del nord europeo.  Attualmente esistono 175 km attuali di piste ciclabili e l’obiettivo è quello di aumentarle. Sono già state create delle isole 30, con l’obbligo per le auto di viaggiare ai 30km/h, una velocità di movimento che consente una migliore viabilità in bicicletta e in sicurezza
  2. Creazione di strutture, parcheggi di biciclette, posteggi, soprattutto nelle zone di interscambio come stazioni, periferia cittadina, fermate dei pullman.

Questo comporta anche la nascita di nuovi lavori, come le ciclo officine o l’utilizzo della bicicletta per il trasporto di piccole merci in città.

 

Torino diventa quindi più ecologica e più smart, proponendo ai cittadini uno strumento come il Bike Sharing….

Esistono due modi di usare la bici: come utente privato, che ha il diritto di avere la miglior viabilità possibile e il maggior numero di posteggi, oppure in veste pubblica. Torino ha dato tre anni fa in concessione l’affidamento del servizio di Bike Sharing, che offre un servizio di trasporto pubblico molto economico – a soli 25 euro l’anno – che attualmente conta oltre 20 mila utenti.

Il Biciplan offre anche servizi educativi e di comunicazione con una  prospettiva commerciale in modo che si trovi spazio per ampliare il progetto ma è necessario trovare lo spazio, anche a discapito di posti auto.

 

360 gradi di cambiamento per lo stile della mobilità cittadina quindi?

Sì, il documento stabilisce una partecipazione molto attiva dell’associazionismo.

Per questo motivo, ci saranno momenti di incontro con politici e cittadini per seguire l’andamento del progetto attraverso piccoli esperimenti di quartiere per capire come va, come per esempio si sta facendo in San Salvario.

 

Per maggiori informazioni:

InformAmbiente

Numero Verde 800.01.82.35 (gratuito solo per chiamate da rete fissa)

Tel. 011.44.20.165 (per chi chiama da cellulare)

Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30

e-mail: informa.ambiente@comune.torino.it

vai al sito

 

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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