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Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Al Salone Internazionale del Libro di Torino sono state presentate molte pubblicazioni e progetti che hanno coinvolto, direttamente, le persone con disabilità. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha deciso di dedicare un intero evento all’attività sportiva e al suo rapporto con il benessere psico-fisico, invitando diversi esponenti del mondo paralimpico e non solo.

Il viaggio, presentato dal giornalista sportivo Vittorio Oreggia (direttore di LaPresse), ha attraversato diverse realtà piemontesi d’eccellenza. I saluti e l’introduzione sono stati curati dalla Vice-Presidente del Consiglio Regionale Angela Motta e dalla Presidente del Comitato Paralimpico piemontese Silvia Bruno. La prima ha sottolineato “la funzione dello sport nel prevenire le malattie, la sua importanza come strumento per aumentare la propria autostima e superare le barriere”; la seconda ha ribadito la necessità di “dare l’opportunità a tutti di praticare sport, supportando le persone nella scelta di quello più adatto alle proprie caratteristiche e non dimenticando gli sportivi che non fanno notizia, costretti a sacrificare le ferie per proseguire la carriera agonistica”.

Tra i relatori c’era anche Patrizia Saccà, volto storico del mondo paralimpico, ex atleta di successo e ora tecnico di tennistavolo e istruttrice di Yoga: “Dopo tanti anni di carriera e successi, ora sto cercando di trasmettere il mio sapere utilizzando il tennistavolo come terapia nelle unità spinali. Sono sempre stata una ragazzina ribelle: il mio obiettivo, fin dagli inizi, è sempre stato quello di praticare uno sport che mi permettesse di competere con i normodotati, per combattere l’emarginazione: ora le cose sono molto cambiate ma, personalmente, ho sempre convogliato la mia rabbia nell’agonismo” ha dichiarato.

Una delle testimonianze più interessanti è stata, sicuramente, quella di Farhan Hadafo, velocista in carrozzina di origine somala (ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio nei 100 e 200 metri con la squadra africana) che, recentemente, ha ottenuto la cittadinanza italiana, potendo così gareggiare con la Nazionale azzurra di atletica leggera: “Sono nato nel Corno d’Africa ma, dall’età di 4 anni, vivo a Torino: la Mole è il mio monumento, Mirafiori è il mio quartiere, mi sento sia somalo che italiano, devo ringraziare la mia professoressa di Scienze Motorie Carla Cerutti e i miei compagni di classe, diventati poi amici di spogliatoio, che mi hanno spinto ad andare oltre i miei limiti”.

Oltre a queste, sono state molte le esperienze raccontate in prima persona dai protagonisti: tra queste, quella di Don Andrea Bonsignori, il “prete rugbista” del Cottolengo che allena ragazzi con disabilità, di Ian McKinley, rugbista con disabilità visiva, di Gianni Ferrero, direttore della Consulta Persone in Difficoltà, degli atleti paralimpici Gregory Leperdi, Gabriele Araudo e Roberto La Barbera, di Gianfranco Martin, ex atleta olimpico e fondatore della società sportiva Freewhite di Sestriere, di Andrea Foglio, giocatore di rugby unificato con sindrome di down.

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