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Un crowdfunding per “Cartoon Able”, il primo cartone accessibile a tutti


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Personaggi semplici, colori ben studiati, un’interprete Lis per chi non sente, sottotitoli per chi non sa segnare e una voce narrante per chi non vede. Il cagnolino “Zampacorta” perché anche chi ha una disabilità possa riconoscersi e tanti accorgimenti anche per i bambini con autismo. L’iniziativa della casa editrice Puntidivista ha già raccolto oltre 20 mila euro

Un cartone animato per tutti: anche per chi non vede, per chi non sente e per chi vede e sente, ma in modo diverso. Cartoon Able è un progetto che sta mettendo le gambe, grazie a oltre 22 mila euro raccolti tramite la piattaforma di crowdfunding di Telecom Italia “WithYouWeDo”, dove è stato pubblicato come uno dei 12 progetti selezionati perché “fanno bene all’Italia”. Mancano 16 giorni e 30 mila euro per raggiungere l’obiettivo e permettere al progetto di camminare davvero.

L’idea è della Casa editrice Puntidivista, una piccola impresa tutta al femminile nata a Rieti dall’esperienza di una cooperativa nata per rielaborare testi scolastici e non, adattandoli ai bambini con disabilità. Fino al sorgere di questa nuova idea: “far entusiasmare i bambini per lo stesso cartone animato, accessibile per tutti”, spiegano le promotrici dell’iniziativa. “Cosa c’è di più bello da bambini se non poter condividere sogni ed emozioni legati ai cartoni animati preferiti con gli altri? Avete mai provato a pensare come possa sentirsi un bambino sordo che è escluso da tutto ciò? Quanti di noi si sono mai chiesti come può un bambino sordo seguire le avventure di uno dei beniamini della tv?”.

Da queste domande, è spuntata l’idea di un cartone davvero per tutti: per chi non vede, per chi non sente e per chi guarda e sente in modo differente, come i bambini con autismo. Ed è nato così “Cartoon-Able”, che ha già il suo promo: 5 episodi di 5 minuti ciascuno, completamente accessibili grazie a una voce narrante, un interprete Lis ed altri piccoli accorgimenti. “Abbiamo studiato, insieme alle associazioni con cui collaboriamo, le tecniche da implementare per rendere il cartone animato davvero per tutti – ci spiega Sara Colletti, presidente della casa editrice – Ed ecco allora l’idea di inserire un fumetto con l’interprete Lis, i sottotitoli perché non tutti i bambini sordi conoscono il linguaggio dei segni, la voce narrante per descrivere le scene prive di dialogo a beneficio dei bimbi non vedenti. E poi personaggi semplici e accattivanti. Ci siamo poi orientati per la scelta dei colori e la presenza di pochi particolari, per arrivare anche ai bimbi ipovedenti e autistici”.

Tra i protagonisti delle storie c’è Zampacorta, “un cagnolino con una zampina più corta delle altre – spiega ancora Colletti – Simpatico e divertente, rispettato e amato dagli altri personaggi, tanto che all’interno delle storie nessuno si accorge di questa ‘disabilità’, ma al tempo stesso il bambino disabile si può riconoscere in questo personaggio e sentirsi accettato e integrato. I personaggi del MagiRegno degli Zampa, già editi su carta stampata e supporti multimediali, sono prontissimi per questa nuova eccitante avventura, aspettano soltanto l’aiuto e la sensibilità di tutti”.

Il budget necessario per realizzare questi primi 5 episodi ammonta infatti a 52.000 euro, che la casa editrice confida di raccogliere tramite la piattaforma di crowdfunding: fino a questo momento, sono già 132 i donatori che hanno offerto il proprio contributo, per un totale di 22.630 euro raccolti fino a questo momento. “È una sfida che coinvolge noi, ma anche tutta la società italiana. Il successo del progetto è ancora più determinante perché da esso dipende anche il lavoro di tante associazioni e persone che coinvolgiamo, pronte a collaborare attivamente per aiutarci a divulgare non solo il nostro progetto ma anche ovviamente un messaggio di inclusione e sensibilità verso le disabilità. Non solo ma alcune sedi provinciali a partire da quella di Rieti dell’Ente Nazionale Sordi e i loro interpreti ci stanno aiutando a strutturare tecnicamente il progetto per la parte riservata ai sordi mentre il presidente della fondazione Lucia Guderzo si è detto disponibile a collaborare e sostenere il progetto e consigliarci nella parte relativa ai ciechi ed ipovedenti. Sono molti gli educatori inseriti in associazioni nell’ambito dell’autismo che ci stanno già dando molti consigli e sostegno per diffondere l’iniziativa. Non appena verrà raggiunto il goal inizieremo a realizzare gli episodi. Speriamo con tutto il cuore di farcela!”.

Fonte: redattoresociale.it

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!