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Un museo per sognare


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1Lunedì 16 luglio – Il Museo dello Sport è stato inaugurato a novembre 2012 con l obiettivo di riportare a galla quei valori che solo lo sport è in grado di insegnare. All’entrata del museo c’è la frase “vietato calpestare i sogni”. Ognuno di noi ha dei sogni e una parte di questi sono sportivi. Il Museo nasce per donare e raccontare ai ragazzi le storie di chi i sogni li ha potuti realizzare.

 

Onorato Arisi , presidente del museo, sentiamo parlare sempre e solo di calcio, ma in realtà esistono tantissimi sport praticati tutto l’anno e che vengono alla luce solamente nel periodo delle olimpiadi…

E’ vero. Al museo ovviamente c’è una sessione dedicata al calcio, ma è importante tanto quanto le altre, né più né meno. Noi dobbiamo regalare a tutti gli sport la possibilità di essere conosciuti e di avere visibilità che meritano.

 

Come museo siete impegnati anche nel sociale. Avete progetti attivi con le scuole e presto aprirete una sezione sullo sport paralimpico. È vero?

La sezione paralimpica sarà inaugurata a breve e per l’occasione abbiamo invitato Alex Zanardi e non vediamo l’ora che venga a trovarci. Con le scuole abbiamo dei progetti di sensibilizzazione. Cerchiamo di incentivare i ragazzi a fare sport diffondendo quelli che sono i valori primari della pratica sportiva e chi meglio dei campioni come Salvatore Loria – campione di karate  – può farlo. Lo sport è vittoria, ma anche sconfitta. E’ voglia di emergere e di conoscersi e quindi di comprendere anche i propri limiti. Lo sport è vita, fatica, dolore, volontà e valori.

 

Salvatore, raccontaci la tua carriera sportiva, come sei arrivato ad essere il campione che sei oggi?

Da ragazzino guardando lo sport in tv ho capito che volevo fare lo sportivo di carriera. Mi sono appassionato al karate a tal punto di allenarmi con febbre, dolori o in qualsiasi condizione fisica o mentale. La voglia di emergere e di vincere era tanta, ma poi ho capito che solo vincere non bastava perché la medaglia da sola non ha valore. Ne ho fatto il percorso della mia vita, sono entrato nel gruppo sportivo delle fiamme gialle e ho avuto la fortuna di partecipare a manifestazioni sportive in tutto il mondo e di vincere i campionati europei, i World Games e poi ho partecipato alle Olimpiadi. La voglia di confrontarmi e di crescere è quello che mi spinge a continuare, unita al fatto che lo faccio con passione e che il gruppo con cui mi alleno è molto affiatato. Inoltre avere un sogno è fondamentale in qualsiasi percorso, non solo per vincere, ma anche per trovare la forza e la costanza di andare avanti e crederci. Lo sport è sacrificio ma soprattutto divertimento, se non provo piacere nel fare qualcosa, non posso sicuramente farlo al meglio.

 

Salvatore, tu sei allenatore o vorresti diventarlo, ma spesso un ottimo atleta non è un buon allenatore….

A me piace l’idea di essere allenatore, lo trovo mio ed è estremamente stimolante nonostante sia anche un atleta. Ho voglia di trasmettere agli altri tutto quello che so e che provo. Non si tratta solo di sport, ma di fiducia in se stessi anche nell’affrontare la vita, la componente psicologica è fondamentale. Io mi sono messo in discussione a 30 anni quando mi sono iscritto all’università di Scienze Motorie, ci ho creduto e mi sono laureato. La determinazione nello sport spesso ti aiuta a vincere anche nella vita.

 

Onorato , contatti e orari di apertura del museo?

A proposito di mettersi in gioco come dice Salvatore, io facevo il commercialista, ho abbandonato la mia professione perché ho capito che parlare dei valori dello sport era la mia passione.

Il museo è aperto dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18 ed è compresa la visita allo Stadio Olimpico.

Per Associazione Volonwrite

Vittoria Trussoni

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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