Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Mercoledì 21 novembre è stata inaugurata una nuova sede di co-housing a Torino.

Molti sono i progetti a Torino che si occupano di unire storie e bisogni sotto lo stesso tetto. E molti si ritrovano al 26 di via Garibaldi, come Enjoy the difference e Casa Dora, a portare la loro esperienza nella nascita di una nuova realtà.

In un appartamento splendidamente arredato si ospiterà questa nuova occasione di coabitazione solidale sostenuta e co-costruita dalla collaborazione del soggetto attivo Altrimodi, il Comune di Torino, la Pastorale Migranti, Compagnia di San Paolo e associazioni del Terzo Settore, come CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) e Uisp.

Il tutto accompagnato da uno splendido buffet che parla di culture diverse e una libreria ricca di interessi.

Silvia Negarville, fondatrice di Altrimodi, ci introduce al progetto: “Questa casa sarà un crogiuolo di ricchezza e condivisione: sono le storie di vita di ragazze (per ora è un progetto tutto al femminile) con percorsi e obiettivi diversi, che si incontrano in un momento di difficoltà o di transizione e che arricchiranno le ospiti della casa, ma speriamo anche il condominio, il quartiere.”

“Una linea comune, che ha visto decidere di sviluppare l’area dell’abitare secondo nuovi modelli e sperimentazioni, partendo proprio dalle diversità e necessità dei giovani coinvolti” interviene Monica Lo Cascio, direttore della Direzione Servizi Sociali. “Ovviamente, si presenta come una sfida: per il Comune, che deve studiare modi sempre migliori per sostenere iniziative del genere di cui i cittadini hanno bisogno; ma anche per la cultura e l’inclusione, in un periodo politico che va in tutt’altra direzione.”

Inclusione di numerose “diversità”: da persone provenienti da altri Paesi, a persone con disabilità o con svantaggio sociale, la diversità è dettata dalle esperienze, dalle emozioni, dai vissuti intensi e ricchissimi che ognuno mette in gioco nello scambio.

Al via dunque una nuova proposta di promozione culturale, in un percorso di ricerca e costruzione di un’autonomia, abitativa, economica e sociale.

Un’esperienza trasformativa di cittadinanza attiva, in una condivisione di beni e servizi con persone diverse tra loro, con diversità di vario tipo e dunque ricchezze altrettanto variegate.

 

A cura di Marianna dell’ Abadia

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