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Un ospedale a misura d'uomo


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1Domenica 14 luglio – Le statistiche più recenti lo hanno dimostrato: un malato di tumore su tre soffre di ansia o di depressione, influenzando negativamente le sue capacità di affrontare l’iter terapeutico. E le conseguenze della malattia hanno un impatto considerevole anche sulla vita e sulla psiche dei familiari, costretti a districarsi fra l’assistenza ospedaliera e i numerosi impegni della vita: lavoro, gestione della casa, cura dei figli o dei parenti anziani.

 

E’ fondamentale che i malati rompano il silenzio e imparino a chiedere ciò di cui hanno bisogno, è altrettanto vitale che medici e infermieri prestino loro non solo cure ma anche ascolto, tempo, privacy e risposte.

 

L’ospedale Mauriziano di Torino è l’esempio della concretizzazione di questo processo mostrandosi attento ai bisogni del paziente, Persona prima che malato da curare: un approccio che fa la differenza nella qualità della vita dei pazienti ma anche dei medici.

 

Vittorio Brignoglio è direttore generale dell’Ospedale Mauriziano al quale è stata dedicata la serata del 14 luglio a La Salute in Comune.

 

Direttore, qual è l’importanza di questa serata per il Suo Ospedale?

Abbiamo presentato il reparto di ematologia inaugurato da poco ascoltando la storia toccante di Lucio e Sabrina, vissuta attraverso un filmato trailer sulla vita di queste due persone straordinarie in rapporto alla loro lotta personale contro la leucemia.

Il docu-film si chiama Luce Mia e tutti noi auspichiamo che vengano raccolti i fondi necessari per finanziare la completa riuscita del film, per raccontare una storia che sia d’esempio a chiunque viva questa esperienza di malattia. L’invito che faccio sempre alla mia direzione e al mio personale è di continuare ad ascoltare le storie di queste persone, storie che hanno commosso ed esaltato l’umanità e la professionalità di questi operatori;

 

Direttore, quale valore aggiunto ha apportato alla Città di Torino l’apertura del nuovo reparto di ematologia?

E’ stato un passo importante e significativo in quanto è un reparto di eccellenza non solo all’interno della città di Torino ma anche al di fuori; i pazienti che arrivano dal professor Tarella, infatti, giungono anche da altre regioni. Non possiamo che ringraziare lo sforzo fatto dalla Compagnia San Paolo e dall’Associazione AIPE per un reparto che finalmente mette operatori sanitari e pazienti in condizione di vivere in un contesto più adeguato per affrontare una malattia dai tempi non brevi, dove per questo è importante un ambiente accogliente, di conforto; è un ospedale a misura d’uomo, un progetto dove non c’è solo un rapporto tra paziente-medico bensì dove un sorriso, un abbraccio, una lacrima, hanno lo stesso valore di una prescrizione medica.

Le persone che si sono curate presso di noi hanno poi costituito l’associazione AIPE, aiutando l’ospedale Mauriziano a migliorarsi sempre; un altro progetto è quello dell’assistenza a domicilio per curare queste persone a casa, fruendo dell’ambiente familiare rispetto a quello ospedaliero. E’ un obbiettivo che la Direzione vuole raggiungere insieme all’assessorato delle politiche sociali del Comune di Torino per vedere come si può concretizzare il tutto, grazie anche al professor Tarella e alla sua èquipe: l’ospedale deve aprirsi, non chiudersi all’interno delle sue mura, bisogna imparare a curare le persone presso il loro domicilio!

Grazie anche all’Assessore Tisi per averci dato l’opportunità di dedicare questa serata all’Ospedale Mauriziano e alla sua équipe che, nonostante la crisi che affronta, continua ad impegnarsi con costanza e dedizione.

 

Un messaggio di profonda umanità che speriamo raggiunga il cuore di tutti così come ha raggiunto il nostro.

 

Per Associazione Volonwrite

Claudia Cespites

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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