La Salute in Comune - 2016

Un sorriso a 32 denti

La serata del 5 luglio de La Salute in Comune ha visto protagoniste sul palco sette differenti realtà di un Progetto unico nel suo genere: il Coordinamento Cittadino per l’Odontoiatria Sociale.

Presentato per la prima volta nel 2015, questo Progetto contava al tempo sulla governance della Città di Torino e su quattro diverse associazioni: Protesi Dentaria Gratuita, Sermig,Camminare Insieme e Asili Notturni Umberto Primo.

La mission era – ed è tutt’ora – quella di strutturare un’azione comune per rispondere in maniera concreta, efficace ed efficiente al preoccupante dato di indebolimento della salute in merito al benessere della bocca e dei denti delle persone. Una recente rilevazione del Censis (giugno 2015), infatti, ha chiaramente denunciato la tendenza della popolazione a rinunciare alle cure odontoiatriche a causa delle difficoltà economiche: un dato equivalente a circa undici milioni di persone solo nella nostra Nazione, ove i più colpiti sono i bambini di fasce povere.

Il Coordinamento è nato quindi da questa consapevolezza per insegnare gratuitamente l’importanza della prevenzione e della promozione di uno stile di vita sano per il benessere della bocca; ad essere gratuita è anche la cura dei denti dei bambini a cui questo progetto si rivolge. L’obiettivo è talmente nobile che, nel giro di pochi mesi, il Coordinamento ha registrato l’adesione di nuovi enti e associazioni, con lo scopo di fare rete e di unire le differenti competenze per offrire un servizio sempre migliore.

Sul palco, Pia Marocchetti – Camminare Insieme – e Maria Pia Bronzino – Sermig – hanno ribadito l’importanza di condividere, sempre nel rispetto delle norme sulla privacy, le informazioni della cartella di ciascun bambino preso in cura: per questo verrà creata una piattaforma comune grazie a volontari informatici e studenti del Politecnico di Torino.

Gli ultimi mesi sono stati di cruciale importanza – ha spiegato Federica Giuliani del Comune di Torino – per passare da una sperimentazione ad un vero e proprio metodo di lavoro, stabile e strutturato per qualificare e individuare percorsi di cura comuni. In quest’ottica, è stata significativa e determinante la presenza del COI – Cooperazione Odontoiatrica Internazionale per fornire ai pazienti un sostegno trasversale. In rappresentanza del COI, Tiziana Francone ha raccontato la sua esperienza all’interno del progetto: i bambini delle comunità a cui ci siamo rivolti hanno capito facilmente l’importanza della prevenzione nonostante i più piccoli avessero solo 6 anni. E’ fondamentale approcciarsi nel modo giusto per trasmettere come e perché prendersi cura di sé e, nello specifico, del benessere della propria bocca. Il gioco è sempre un ottimo strumento per comunicare con i bambini che, tra l’altro, in modo ludico hanno beneficiato di una vera e propria visita.

Prima si inizia a curare i propri denti e più si risparmia: alterare l’equilibrio della bocca – ha sottolineato Ettore Bresci della società per gli asili notturni Umberto Primo – può persino provocare mal di schiena, mal di testa, problemi di postura.

Qual è l’iter che seguono i bambini coinvolti nel progetto?

Il primo contatto avviene con i centri e con le associazioni che si occupano della cura e dell’igiene: l’ortodonzia è il passo successivo perché richiede un impegno maggiore da parte dei pazienti. Qui, dopo i dovuti esami e diagnosi, si procede con l’apposizione dell’apparecchio mobile o fisso.

Il significato del termine ortodonzia lo ha spiegato Cristina Stroppiani dell’associazione Protesi Dentaria Gratuita: il vocabolo tradotto letteralmente significa “denti dritti” ma in realtà l’ortodonzia si preoccupa della corretta occlusione dei denti del paziente, per aiutare il funzionamento della bocca (non solo per migliorare l’estetica!).

La chiusura degli interventi è spettata a Clara Cairola Mellano del Banco Farmaceutico che all’interno del coordinamento cittadino si è occupato di favorire la comunicazione tra i vari enti e associazioni per colmare il gap informativo presente tra realtà apparentemente sconnesse tra loro e per assicurare una corretta informazione alle famiglie.

Ricordiamo che il coordinamento è aperto a nuovi enti o privati che volessero apportare in modo volontario il proprio contributo e che il progetto è patrocinato dalla Dental School e sostenuto dallaCompagnia di San Paolo.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!