La Salute in Comune - 2015

Una Casa multicolore

Lunedì 13 Luglio a La Salute in Comune abbiamo avuto il piacere di ospitare Marco Giusta e Salvatore Bertalot, rispettivamente presidente e vicepresidente di ArciGay nonchè membri fondatori di Casa Arcobaleno.

Alla domanda che cos è Casa Arcobaleno, Salvatore risponde: è un “progettone”, difficile da riassumere in poche parole.

In effetti è proprio come cercare di descrivere un arcobaleno, è multicolor. Essa è una realtà piuttosto giovane: è nata nel 2014 ed è stata ufficialmente inaugurata il 25 aprile scorso, data non a caso sottolineano entrambi, nel pieno di Porta Palazzo, il quartiere forse più multietnico di Torino. Casa Arcobaleno è un luogo che riunisce ben 16 associazioni della galassia LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), producendo per esse servizi, progetti, attività o ponendosi semplicemente come punto di riferimento.

Nessuno ha preso per il collo le associazioni che si ritrovano a Casa Arcobaleno, ci confermano Salvatore e Marco, e non è stato poi troppo difficile mettere insieme così tante teste: i protagonisti di questo progetti sono spinti da uno spontaneo interesse alla collaborazione ed è proprio grazie a loro che questo posto passa da luogo fisico a contenitore di forti ideali, motore e promotore di diritti. Certamente non basta la buona volontà per creare progetti come Casa Arcobaleno: importanti passi avanti compiuti per esempio dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte in termini di servizi e di apertura al mondo LGBT, nonchè la nascita del Coordinamento Pride nel 2006 hanno reso possibile la nascita di un progetto fino a qualche anno fa impossibile.

Ancora importanti e arricchenti le parole di Marco riguardo lo stato dell’arte dei diritti LGBT in Italia; in effetti se ne sentono tante nel mondo, Paesi che condannano a morte gli omosessuali e paesi che invece hanno riconosciuto e legalizzato da poco le unioni civili etero e omosessuali.

Qui in Italia, afferma appunto Marco, siamo all’anno Zero. La politica è spesso sorda a quelli che abbiamo imparato a chiamare diritti; il nostro dibattito politico è contaminato da ideologie violente e propagande di paura, dalla teoria del gender, ultimo surreale spauracchio, all’accostamento tra omossesualità e malattia. Ci vorrebbe più coraggio, conclude Marco; qualcuno ce l’ha, addirittura tra alcuni senatori, ma a molti manca; quel coraggio che permetterebbe di parlare di diritti, di chiedere e ottenere uguaglianza, di comprendere che l’amore è amore a prescindere da chi ne esperisce il sentimento, insomma, il coraggio di affermare che l’orientamento sessuale non può essere fonte di discriminazione.

Tra le associazioni aderenti a Casa Arcobaleno: Agedo Torino, Altera – Generatore di Pensieri in Movimento, Arcigay “Ottavio Mai” Torino, Associazione culturale e ricreativa Sauna 011, Badhole Video, Coogen – Coordinamento genitori Torino, Famiglie Arcobaleno, Giosef Unito, Gruppo sportivo Gatto Nero, Odv Casa Arcobaleno, Polis Aperta, Quore, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero.

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Simone Piani

Simone Piani

Mi chiamo, o meglio mi chiamano, Simone; ho vissuto 24 anni, che sono tanti ma che sono ancora pochi. Mi piace la pasta della pizza cruda e detesto le persone che suonano il clacson ai semafori.
A casa ho una chitarra appesa al muro, un pianoforte elettrico in mezzo alla stanza e un microfono che mi guarda un po’ sconsolato, cerco di curarli come meritano. Quando sto bene scrivo, senza sapere esattamente cosa e perché. Qualcuno ha poi il brutto vizio di chiamarmi regista quando la verità è che alle volte confondo attori e personaggi. Lavoro aggratis per un’associazione che da cinque anni da a me sicuramente di più di quello che do io a lei (grazie Amnesty International). Nonostante dia poco spazio all’università (tendo sempre a lasciarla per ultima) sono un quasi educatore laureato: mi dicono in molti, aspetta di arrivare al varco.

Quando mi chiedono di presentarmi racconto sempre ciò che più o meno faccio e mai quello che alla fine sono: è una buffa deformazione di questa parte di mondo, prendiamola per come viene e lasciamo che la nostra identità si costruisca attraverso il riflesso di quello che combiniamo per noi stessi, per gli altri. L’importante del resto è fare bene.

Per Volonwrite ho il piacere di lavorare ormai da qualche mese e che dire, il volontariato è davvero la forza che porta avanti le cose. Mi occupo di scrivere articoli e di intervistare i malcapitati; fin ora non ho offeso né messo in imbarazzo nessuno, credo.

Ps. Quella nella foto è una meringa gigante