La Salute in Comune - 2014

Una rete per Torino: il Progetto Prisma

1979471_660347777354853_717571687_nIl Progetto Prisma – per le relazioni d’aiuto nasce dalla collaborazione del Servizio Passepartout del Comune di Torino con l’Associazione Verba  e una rete di associazioni con l’obiettivo di favorire, come previsto dalla normativa vigente, l’integrazione dei servizi rivolti alle persone disabili promuovendo la complementarietà delle attività svolte dal volontariato con gli obiettivi generali perseguiti dalla Pubblica Amministrazione.

L’attività si rivolge a tutti i cittadini con disabilità fisico-motoria grave e gravissima, alle loro famiglie, alle scuole e, più in generale, alle organizzazioni impegnate sul tema della promozione e integrazione sociale dei cittadini più esposti al rischio di emarginazione e vulnerabilità sociale (anche stranieri).

In particolare, la cooperazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Verba, è mirata a diffondere la cultura delle relazioni di aiuto in tutte le sue espressioni più consolidate e significative quali l’auto mutuo aiuto, la consulenza alla pari, il counselling, la peer education, i gruppi di sostegno, ecc. La  partecipazione è alla pari, in un modo completamente nuovo che permette di raggiungere risultati che il solo Comune o la sola Associazione non potrebbero conseguire separatamente.

Estela Robledo si occupa, nell’ambito di Prisma, del settore disabilità e immigrazione nato in risposta alle domande delle persone che si trovavano a fronteggiare situazioni nuove in seguito ad eventi traumatici. Persone straniere giunte in Italia con un sogno, ma che sfortunatamente sono andate incontro ad episodi che le hanno danneggiate fisicamente, rimettendo in discussione una vita intera in un Paese che non è quello di origine.

La rete di Prisma mira a dare sostegno proprio a questi individui, tramite l’attivazione del Servizio Sanitario Nazionale, dei Servizi Sociali della circoscrizione di appartenenza, delle associazioni private, delle risorse pubbliche.

I risultati si ottengono senza l’applicazione di un protocollo uguale per tutti: la particolarità è che ogni presa in carico rispecchia caratteristiche proprie, secondo le esigenze del singolo caso. Non vi sono situazioni che si ripetono, ogni persona merita un ragionamento a sè per capire quali cavi della rete attivare: per gli stranieri tutte le operazioni sono più complesse poiché strettamente legate al possesso – o no – del permesso di soggiorno. Può ad esempio capitare che un uomo che lo avesse ottenuto per lavoro, d’improvviso si ritrovi disoccupato: in questo caso è necessario modificare il documento, prima che egli diventi irregolare.

La rete è la risorsa del Progetto Prisma: da soli non si raggiungono tutti gli obiettivi, ma insieme si può.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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