Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Carmen “Nemrac” Riccato

“Fino a quando gli occhi mei,

avran luce per guardare gli occhi tuoi”

Salento, anni Settanta, Matteo e Francesca si conoscono da sempre, dirimpettai, si amano ma ora sono in piedi uno davanti l’altra, mano nella mano, con i piedi sopra il bivio immaginario tra due universi interiori che si separano per la prima volta. Francesca vuole vedere il Mondo, sta partendo per Londra che sarà solo la prima tappa; mentre Matteo, camicia e capelli stirati di fresco pianifica di aspettarla facendo il lavoro di suo padre, lasciando il suo talento di paroliere in un cassetto socchiuso sulle possibilità di una vita diversa.

Matteo vivrà senza Francesca, senza sue notizie per cinque anni, fino a quando la malattia della madre (di lei) e gli auspici di stabilità porteranno la svolta nei loro destini. La loro promessa d’amore si rivelerà una storia a colpi di musica dentro un Mondo che sta cercando una direzione per non disperdersi nell’abitudine.

Marco Danieli affronta le difficoltà e le insidie dell’opera seconda, dopo un debutto meraviglioso, (nel 2016 ha vinto, tra gli altri il David come miglior regista esordiente, con la ragazza del Mondo) con coraggio, a testa alta, affrontando i limiti offerti da un genere specifico come la commedia musicale, senza che questi sottraggano autenticità alle umane vicissitudini e alla potenza della narrazione.

L’avventura, attraverso la quotidianità condivisa, di Matteo e Francesca (come tutta la loro storia) è scandita dalle più famose canzoni di Battisti e Mogol che regalano all’ambientazione e al contesto del racconto un respiro tutto vintage, nell’accezione più qualificante del termine. Nel modo in cui la storia d’amore e vita si fa racconto infatti, si ripercorrono quegli anni, nel desiderio di libertà, di superamento delle convenzioni che però non si fa mai negazione del passato, Il presente risulta sempre il frutto di ciò che i protagonisti e chi vive con loro, vogliono diverso, non per forza migliore, ma il risultato di qualcosa che deve essere sperimentato per essere scelto (o meno).

C’è dell’altro però, c’è che le canzoni, scelte per accompagnare e potenziare la portata empatica della storia e del sentimento che lo sostanzia, non vengono mai percepite come figlie di un tempo specifico e chiuso, ma in questo modo di raccontare, è come dischiusa una modalità di comunicare l’autenticità dei sentimenti, nel presente, un modo per parlare a questo tempo, dell’ingrediente che ci rende umani abitanti del Mondo.

Se La ragazza del Mondo era la storia dell’incontro tra due diversi microcosmi che si scoprono parte dello stesso Mondo, in cui l’amore è il frutto del desiderio e della volontà di darsi una possibilità diversa da ciò che il destino ha in serbo; in Un’ avventura l’amore è scegliersi, nonostante tutto, nella consapevolezza di non avere alternative nel cuore.

Un’ avventura è la vita stessa, gli umani errori che, quando non separano, insegnano, fanno crescere, in nome di una promessa scritta in fondo agli occhi di chi ha imparato a riconoscersi.

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