La Salute in Comune - 2015

Uomini oggi

Il tema della serata di mercoledì 15 luglio è stato “Facciamo un figlio? Relazioni in trasformazione” e sul palco delle Pillole di Salute è intervenuto Roberto Poggi, referente dell’associazione il Cerchio degli Uomini.

Questa realtà nasce nel 1998 da un gruppo di uomini che s’incontrava per condividere esperienze, vissuti ed emozioni su tematiche inerenti la “questione maschile”, quali i profondi mutamenti sociali in corso e il significato dell’essere uomini oggi con la cultura patriarcale fortemente in crisi, se non proprio in via di estinzione. La finalità dell’associazione e quella di favorire lo sviluppo della comunicazione tra uomini, promuovere un atteggiamento maschile consapevole, stimolare un rapporto più sano e volto all’integrazione con le proprie diverse parti e con le donne, contribuire al passaggio da una società basata sulla logica della prevaricazione e dell’annullamento delle differenze, a una post-patriarcale, improntata alla consapevolezza e valorizzazione delle differenze e al riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità tra uomini e donne oltreché tra religioni e culture diverse.

Altro tema interessante è stato quello dell’evoluzione della paternità ai giorni nostri: si è passati da una figura di un padre prevalentemente normativo e assente perché assorbito dal lavoro e con una sensibilità affettiva decisamente scarsa, a un padre attuale molto più presente in casa, sia nel rapporto con i figli sia con la madre. I ruoli genitoriali cambiano e si evolvono.

Attualmente il Gruppo degli Uomini e il Centro Relazioni e Famiglie hanno all’attivo corsi di accompagnamento delle coppie alla nascita, sia dal punto di vista legislativo, sia di sensibilizzazione e coinvolgimento del padre nella relazione coi figli, con la compagna o la moglie. Si tratta soprattutto di paternità partecipata, coinvolgendo la partner/madre a livello normativo e affettivo.

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The Author

Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!