La Salute in Comune - 2016

Uomo e donna: diverso genere, diversa cura

Che l’uomo e la donna siano diversi è risaputo. Nonostante questo, per molti anni la medicina tradizionale si è limitata a studiare l’anatomia del corpo maschile, ritenendo la donna un “uomo più minuto” e volgendo l’interesse solo alla sfera della maternità.

Dal 1990, però, qualcosa è cambiato. Questa evoluzione di pensiero è stata l’argomento della serata del 9 luglio a La Salute in Comune, discussa con le dottoresse Giuseppina Viale, Enrica Guglielmotti e Maria Susetta Grosso dell’ASL TO 2.

Riconoscere la diversità tra uomo e donna in campo medico può salvare la vita: quando si tiene in considerazione questo fattore si parla di medicina di genere. La medicina di genere identifica le differenze della fisiopatologia delle malattie, descrive le manifestazioni cliniche diverse nei due sessi e sviluppa dei protocolli di ricerca diversificati, trasferibili poi nella pratica clinica.

L’obiettivo è promuovere studi che mettano in evidenza il genere per garantire diagnosi, cura e prevenzione più sicuri. Sebbene le malattie riguardino entrambi i sessi, infatti, i sintomi possono manifestarsi in maniera diversa: un esempio eclatante è quello delle malattie cardiovascolari (prima causa di morte in Occidente). L’idea comune (errata) è che l’infarto colpisca solo gli uomini mentre invece si manifesta soprattutto nelle donne! Inoltre ha dei sintomi molto più sfumati, difficili da cogliere anche per i medici (dolore addominale, senso di ansia…). La conseguenza è che la donna si rivolge tardi all’ospedale e ha una prognosi peggiore; anche la risposta ai farmaci è diversa.

I medicinali sono molto poco sperimentati nelle donne e questo le rende più esposte: è fondamentale proseguire negli studi differenti, anche per scardinare i luoghi comuni legati alla medicina.

A livello italiano ci sono sperimentazioni in alcune regioni e in Piemonte si stanno eseguendo degli approfondimenti sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista sociale. La valorizzazione della salute richiede un cambiamento culturale che parta dagli studi: sensibilizzare i medici è il primo passo perché ci sia un approccio equo alle prestazioni sanitarie (concetto ribadito anche dall’OMS, l’ Organizzazione Mondiale della Sanità).

La differenza di genere è quindi un determinante di salute: ad ognuno la sua cura.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!