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Verba e Volonwrite: la disabilità spiegata a tutti

Verba e Volonwrite: due associazioni in audizione di fronte alla commissione servizi sociali del Comune, presieduta da Lucia Centillo.

Tante le cose in comune tra queste due realtà: sono entrambe composte da persone giovani, sono presiedute da due donne e le donne vi sono molto numerose, si occupano di disabilità, operano in organica collaborazione con il Comune di Torino (e in specifico con Passepartout, la struttura che coordina gli interventi per le persone con disabilità fisico-motoria) e, infine, fanno volontariato allo stato puro: danno molto e non chiedono nulla.
Per continuare il gioco delle affinità e non trascurare un dettaglio importante diremo ancora che entrambe le associazioni integrano persone con provenienze diverse e condizioni diverse: i ragazzi e le ragazze che le formano hanno una disabilità o non ne hanno alcuna, lavorano, o sono volontari ed ex volontari in servizio civile nella nostra Città, alcuni usufruiscono di una borsa di lavoro triennale presso Passepartout e altri servizi cittadini o delle Asl torinesi.

Sono tutte persone che hanno incontrato il tema della disabilità per scelta o per dura necessità e ad esso dedicano la propria giovanile creatività, ed un tempo della vita che per alcuni è regolato dagli impegni di servizio civile o di borsista, ma che per tutti è anche un tempo che va oltre e si prolunga sul terreno del volontariato puro, della socialità, dell’amicizia.
Succede così, che questi ragazzi dopo aver lavorato, per esempio ad un progetto di comunicazione sociale (specializzazione di Volonwrite) si frequentino nel tempo libero, o decidano di andare in vacanza insieme.
Sembrano dare forma all’ “eresia” più volte pronunciata da don Ciotti “vorrei un mondo in cui non ci fosse più il volontariato, perché non serve”. Infatti servono relazioni umane vere, una naturale, spontanea, attenzione per tutti e, soprattutto se si è giovani, serve stare insieme facendo cose utili, intelligenti e divertenti.

E di cose ne fanno parecchie. Verba esplica un’attività dedicata soprattutto alle donne con disabilità. Suo, per esempio, è il progetto “Fior di Loto”, ambulatorio ginecologico dedicato alle donne con disabilità, operativo nei locali dell’Ospedale Valdese. Ancora più recente è il progetto di ricerca, in collaborazione con l’Università, sulle donne disabili vittime di violenza in Italia.

Volonwrite, scrive, registra, filma, diffonde informazione sul tema della disabilità. Fa comunicazione sociale a tutto campo, sfruttando le competenze dei suoi giovani “nativi digitali”. La sua azione orbita attorno alla redazione di Informadisabile, sito e servizio del Comune, ma ne amplifica sinergicamente l’efficacia, occupando o creando nuovi spazi di comunicazione. Lo fanno sui social media, in collaborazione con l’Università su Radio 110, assieme al Consorzio Kairos con notiziari in linguaggio dei segni.
Prossimi progetti: la copertura di eventi sulla disabilità nell’ambito di “Torino capitale europea dello sport”, un nuovo canale su You tube, “Gli anticappati” (autoironia come sorridente antidoto all’ignoranza!) e poi un progetto radiofonico assieme ai bambini ricoverati all’ospedale Regina Margherita.

Un’audizione-fiume quella dell’11 febbraio a cui non hanno voluto mancare l’assessore ai servizi sociali e vicesindaco, Elide Tisi, e la direttrice della Divisione Servizi sociali, Monica Lo Cascio.
Melanconica conclusione dell’incontro, un bel filmato dedicato a Vincenzo Langella, scomparso nell’agosto del 2014. Lui è stato per tutta la sua non lunga vita un volontario, fondamentale animatore di tante iniziative, comprese quelle che oggi impegnano ed entusiasmano le ragazze e i ragazzi di Verba e Volonwrite.

Fonte: comune.torino.it

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