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Veronica, scrittrice in erba e di successo: “La disabilità? Un dono, mi spinge a lottare”

Quattordicenne argentina, nata con una grave disabilità, ha già pubblicato cinque libri in patria e vinto il Premio Elsa Morante ragazzi 2016. Grazie all’incontro con il poeta italiano Davide Rondoni, il suo ultimo volume è stato tradotto e pubblicato in Italia. Cosa sogna? Continuare a scrivere, naturalmente.

Sua madre Cecilia la descrive come una ragazza molto allegra e grintosa, fin da piccola. Al momento della nascita la quattordicenne argentina Verónica Cantero Burroni ha avuto un problema neurologico che ha provocato la sua disabilità motoria. Così ha affrontato terapie, trattamenti, interventi chirurgici, consulenze, valutazioni. Con una passione che pian piano cresceva in lei, insieme all’ironia: quella per la scrittura. Ha pubblicato il suo primo libro quando aveva otto anni, per arrivare a quota cinque volumi a poco più di 13 anni. Sesta di sette figli, Vero (diminutivo con cui la chiamano affettuosamente familiari e amici) vive a Campana, un grosso centro a 70 chilometri da Buenos Aires. Nel 2013 ha scritto Cuentos raritos, una raccolta di dieci storie fantastiche pubblicate con la presentazione dello scrittore argentino Sergio Sinai. E in Italia è stato tradotto il romanzo breve Il ladro di ombre, pubblicato da Edizioni di Pagina. A giugno è volata nel nostro Paese per ritirare il Premio Elsa Morante ragazzi 2016. Fra i suoi scrittori preferiti, Gabriel García Márquez, John Green e Alessandro D’Avenia. Si racconta in una lunga intervista nell’ultimo numero di novembre del Magazine Superabile Inail.

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Data: 24/11/2016

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