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Vietato non sfogliare: i libri di favole per bambini con disabilità.

«Che occhi grandi che hai!» esclama Cappuccetto Rosso osservando l’impostore. «È per guardarti meglio…» risponde quello, seminascosto nella penombra. E proprio di guardare meglio hanno bisogno i bambini autistici: le immagini li aiutano a seguire la storia.

Così, da qualche anno, alcuni piccoli editori hanno iniziato a fare libri apposta per loro: accanto alle tradizionali illustrazioni la trama viene svolta anche tramite una serie di disegni simbolici che rappresentano, vocabolo per vocabolo, ciò che accade.

Come nel caso del Cappuccetto Rosso di Enza Crivelli, illustrato da Peppo Bianchessi ed edito da Uovonero, uno dei tanti testi di cui si viene a conoscenza navigando sul sito internet Di.To, nato per informare i genitori e gli educatori di bambini con disabilità e sviluppato da Area Onlus, associazione torinese che dal 1982 si prende cura di giovani con forti disabilità e si finanzia grazie a donazioni di privati.

In totale vi si trovano un centinaio di libri che spesso i genitori e gli educatori non sanno neanche che esistono, recensiti con cura da Elena Corniglia, insieme ad approfondimenti che spiegano come si possano aiutare i bambini disabili a prendere confidenza con la lettura. Ci sono i più recenti libri in Caa(Comunicazione aumentativa alternativa), studiati per gli autistici e in generale per chi soffre di disturbi della comunicazione, ma utili pure a chi deve imparare l’italiano; le classiche favole da leggere con i polpastrelli per quei bambini che il mondo lo conoscono senza luce, come illimitato spazio da toccare, o fiabe scritte in modo tale che le lettere non facciano capriole, ribaltandosi come in uno specchio e confondendo suoni e significati in chi soffre di dislessia. Una tecnica che comincia a essere applicata anche ai fumetti. E poi storie che accanto al testo hanno disegnate le mosse della lingua dei segni, perché chi non sente possa imparare a leggere, o condividere l’avventura della lettura. E ancora gli audiolibri o i libri senza parole. 

Questi testi – che vanno dal Mago di Oz al Piccolo principe, dalLibro della giungla alle Avventure di Tom Sawyer, a tanti altri titoli dalle trame meno note, spesso create cercando di mettersi nella testa dei bambini con disabilità (come quello che racconta ai non vedenti come il vento massaggi le foglie degli alberi), oltre a tutta una sezione di storie, romanzi, albi illustrati che parlano dell’essere portatori di handicap – sono poi stati raccolti in una mostra: «Vietato non sfogliare».

Un’esposizione “itinerante” che può essere portata nelle biblioteche, nei comuni, nei musei, nelle scuole o fare parte di manifestazioni culturali, come il Festival del libro di Torino, dove è stata ospitata per quattro anni. I bambini che la visitano sono coinvolti in attività che aiutano a capire come può essere la vita quando una diversa percezione trasforma l’ambiente in un altro mondo.

Fonte: lavocedeltrentino.it

(s.c./m.m.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?