Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Marco Berton

Una delle problematiche più influenti e al tempo stesso sommerse della contemporaneità, quella della violenza sulle donne, assume una complessità ancora maggiore quando si intreccia con la disabilità. Dell’argomento se ne è parlato oggi nella sezione talk del Festival dei Diritti Umani.

La questione è stata affrontata, a livello statistico, dalla Federazione Italiana Superamento Handicap con la collaborazione dell’associazione Differenza Donna: “Attraverso un questionario online – ha spiegato la vice-presidente FISH Silvia Cutrera – abbiamo raggiunto un campione di 519 donne con disabilità motorie: di queste, il 36,7% ha dichiarato di avere subito almeno un tentativo di violenza, un dato significativo se paragonato a quello Istat, assestato al 30; l’80% di queste avvengono all’interno del nucleo familiare, informazione molto preoccupante. Riproporremo il questionario ampliato per intercettare anche donne con disabilità intellettive, che spesso non hanno la capacità di denunciare o addirittura riconoscere una situazione di abuso”.

Secondo la docente di filosofia politica all’Università Bicocca di Milano Marina Calloni, la violenza sulle donne con disabilità può essere definita a tutti gli effetti come pandemia: “È stata l’OMS a dichiararla così – ha commentato – perché riguarda tutta la popolazione, è sovranazionale e interculturale, oltre a essere la seconda causa di morte nelle donne dopo i tumori. L’impatto sulla disabilità è enorme e spesso ne è anche la causa: l’intersezionalità dell’argomento e la sua multiproblematicità, soprattutto riguardo l’argomento specifico, sono state elemento di apprendimento anche per il femminismo. In definitiva, le politiche dovrebbero concentrarsi sulla promozione di progetti individuali per l’autonomia che rispettino le singole necessità”.

L’argomento è stato trattato anche a livello parlamentare grazie a una mozione dell’avvocata e deputata di Italia Viva Lisa Noja: “Il documento – ha dichiarato – è stato approvato all’unanimità nel 2019 per invitare il governo ad assumere iniziative di pianificazione volte al contrasto delle discriminazioni e delle violenze sulle donne con disabilità; quest’ultimo fattore moltiplica da 2 a 5 volte il rischio di subirle. Spesso le difficoltà maggiori risiedono nella comprensione delle richieste da parte del personale, per questo è necessaria un’opportuna formazione; a livello strategico, inoltre, occorrerebbe garantire anche l’accesso alle cure mediche legate alla salute riproduttiva e sessuale, oltre all’inserimento della disabilità nelle campagne di comunicazione contro la violenza”.

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